Finalmente pronto “Piemonte”, il nuovo grattacielo della Regione
Economia e Lavoro
18 Ottobre 2022
Diventerà il suo nuovo palazzo unico

Finalmente pronto “Piemonte”, il nuovo grattacielo della Regione

L'assessore Tronzano: «Una data storica»

La Regione ha preso in carico Piemonte, il grattacielo di 43 piani alto 204 metri che diventerà il suo nuovo palazzo unico, nel corso di una cerimonia a cui hanno preso partecipato le autorità civili, militari e religiose del territorio (il video integrale).

“Oggi si sana finalmente una ferita profonda ha detto il presidente della Regione Alberto Cirio – Quest’opera nacque più di 20 anni fa da una intuizione corretta e utile, ovvero unire in un unico luogo i 2000 dipendenti regionali, risparmiando e ottimizzando i costi delle oltre 20 sedi che li ospitavano. Poi, però, ha vissuto una storia complessa e non sempre edificante, che ha portato il cantiere a lungaggini inaccettabili. Sono certo che tutti coloro che mi hanno preceduto hanno fatto del loro meglio perché il palazzo potesse essere completato. Quando tre anni fa sono diventato presidente, però, i lavori erano pressoché bloccati. Abbiamo attivato un gruppo di lavoro con l’impegno di finirlo. E oggi quel giorno è arrivato. Sono felice, perché da simbolo di inefficienza lo trasformeremo in un luogo di cui essere orgogliosi. Mi è stato chiesto a chi verrà dedicato. Mi hanno insegnato che le cose sono di chi le paga: questo grattacielo è stato fatto con i soldi dei piemontesi. Ed è per loro che si chiamerà Piemonte”.

“La data di oggi rimarrà nella storia della Regione  ha sostenuto l’assessore al Patrimonio Andrea Tronzano –  anche perché il Palazzo comincerà a ‘vivere’ ed interagire con la città. Sarà un elemento prezioso per portare benessere a questa zona storica di Torino e alle sue attività commerciali e potrà essere utilizzato anche dalla cittadinanza, a partire dal grande parco pubblico verso la stazione del Lingotto. Per me, torinese di nascita, per la Giunta regionale, per il gruppo di lavoro è un vero onore poter dire di avere tradotto le richieste della comunità piemontese in realtà, di aver dimostrato che efficienza e efficacia facciano parte del dna della pubblica amministrazione, che la polifonia che deriva dall’unità di intenti sia il vero obiettivo a cui tendere per raggiungere il dovere primario di chi si occupa della cosa pubblica: il bene comune”.

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