Inchiesta sul circolo Edoras: chiesti 17 rinvii a giudizio per apologia del fascismo
Cronaca nera, Il Caso, Politica, Prima pagina
9 Gennaio 2026
Tra gli indagati del gruppo che si ritrovava nel circolo Edoras, ora chiuso, c’è il figlio dell’assessore regionale Vignale, ripreso mentre fa il saluto romano

Inchiesta sul circolo Edoras: chiesti 17 rinvii a giudizio per apologia del fascismo

Nelle risultanze investigative anche cori per Mussolini e Hitler, elogi per il gerarca nazista Himmler

Istigazione a delinquere, discriminazione razziale e apologia del fascismo. Sono queste le pesanti accuse della Procura di Torino che gravano su 17 esponenti del gruppo “Avanguardia Torino”. Al centro dell’indagine, le attività svolte all’interno del circolo Edoras nel quartiere Nizza Millefonti, già posto sotto sequestro dai carabinieri del Ros lo scorso luglio.

I nomi eccellenti dell’inchiesta

Tra le persone per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio spiccano nomi noti della politica locale: Carlo Vignale (21 anni), figlio dell’assessore regionale Gian Luca Vignale; Enrico Forzese, ex dirigente del movimento giovanile di Fratelli d’Italia. Nell’inchiesta compare anche il nome di Matteo Vignale (fratello di Carlo, all’epoca minorenne e non indagato), protagonista di alcuni video che documentano i riti interni al gruppo.

Saluti romani e negazionismo: cosa succedeva nel circolo

Le indagini, coordinate dai pm Manuela Pedrotta e Davide Pretti, dipingono un quadro inquietante di ciò che accadeva in via Tibone 2. Nonostante i membri dichiarassero di riunirsi per “studiare la storia”, le microcamere degli inquirenti hanno registrato ben altro:

Inni a dittatori: Cori per Mussolini e Hitler, elogi per il gerarca nazista Himmler.

  • Riti di iniziazione: Matteo Vignale è stato ripreso mentre subiva una “prova fisica” (venire picchiato a petto nudo dagli altri militanti) per entrare ufficialmente nel gruppo, conclusasi con un brindisi al Führer.

  • Retorica antisemita: Frasi come “A petto nudo si nega l’Olocausto” e canzoni contro gli ebrei scandite durante le serate.

  • Violenza e “trasferte”: Negli atti emerge la figura di un militante che si vantava di essere diventato “famoso in Francia” dopo essere stato arrestato per scontri contro antifascisti a Romans-sur-Isère.

La “Generazione Telegram” e il sequestro

Il gruppo utilizzava intensamente i social, in particolare Telegram, per diffondere propaganda antisemita e celebrare anniversari legati all’estrema destra europea. Tre degli indagati devono rispondere nello specifico delle attività online, definite come vere e proprie “chiamate del presente” per onorare figure storiche del nazifascismo.

Il circolo Edoras è stato chiuso definitivamente in estate. Il proprietario dei muri, dichiaratosi totalmente all’oscuro delle attività illecite, è stato individuato come parte offesa e potrà costituirsi parte civile nel processo.

 

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neofascismi

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