Dal bilancio preventivo 2026-2028 della Regione investimenti, servizi e risanamento
Politica
2 Febbraio 2026
Il presidente Cirio: «Bilancio di equilibrio e serietà»

Dal bilancio preventivo 2026-2028 della Regione investimenti, servizi e risanamento

Per la sanità 9,3 miliardi di euro

Il Bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Piemonte, approvato dal Consiglio regionale, conferma la linea di rigore e responsabilità finanziaria con una manovra che consolida la stabilità dei conti della Regione, rafforza il sostegno a imprese e territori e garantisce i servizi essenziali.

«È un bilancio di buon senso, di equilibrio e di serietà. Quella serietà che ha fatto sì che dal 2019 a oggi la Corte dei Conti abbia sempre parificato senza eccezioni i conti della Regione Piemonte – afferma il presidente Alberto Cirio – Ha ottenuto il parere favorevole dei revisori, mette in sicurezza il pagamento dei debiti del passato e, nello stesso tempo, non taglia i servizi, garantisce gli investimenti per il futuro e continua a darsi delle priorità, soprattutto sulla salute delle persone e sul futuro dei nostri figli».

Il quadro finanziario del 2026 presenta entrate e spese di competenza per 18,35 miliardi di euro, con un equilibrio di bilancio che rispetta pienamente i vincoli nazionali e comunitari. La manovra continua il percorso di riduzione del disavanzo regionale: il disavanzo di amministrazione presunto si attesta a 1.586 milioni di euro, in miglioramento rispetto agli anni precedenti.

Il disavanzo da ripianare nel 2026, iscritto tra le spese di bilancio, ammonta a 103,9 milioni di euro, coerentemente con il piano di rientro concordato con la Corte dei conti e aggiornato alle nuove disposizioni della Legge di Bilancio dello Stato. «Il contenimento del disavanzo – evidenzia l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano – non è solo un obbligo normativo, ma un segnale di serietà nei confronti dei cittadini e delle imprese. Continuiamo a ridurre progressivamente il debito senza tagliare i servizi. Abbiamo garantito risorse stabili per tutti i comparti, sensibili e non: dalla sanità alla cultura, dal welfare allo sport».

Le voci principali

La destinazione delle risorse privilegia gli investimenti e le politiche per lo sviluppo. Le spese in conto capitale nel 2026 superano 1,14 miliardi di euro, mentre le spese correnti sono pari a 12,83 miliardi.

La sanità rappresenta la voce principale del bilancio, con oltre 9,3 miliardi di euro destinati al sistema sanitario. La Regione rafforza gli interventi per l’edilizia ospedaliera, anche grazie alle risorse del Pnrr, del Fondo di Sviluppo e Coesione e di Inail. «Difendiamo un modello sanitario pubblico e accessibile – ribadisce Tronzano – e sappiamo valorizzare anche il contributo del privato, in un’ottica di sussidiarietà intelligente che migliora l’efficienza e amplia l’offerta di servizi».

Nel settore produttivo la manovra mobilita strumenti finanziari e bandi per sostenere imprese, artigianato, innovazione e internazionalizzazione, in sinergia con i fondi europei (Fesr e Fse+) e il Programma operativo complementare. Tra le azioni strategiche si segnalano 865 milioni dal Fondo Sviluppo e Coesione 2021–2027, articolati nei tre ambiti Cura, Territorio e Sviluppo, 756 milioni per lo sviluppo rurale nell’ambito della PAC (Politica Agricola Comunitaria), oltre 3,5 miliardi complessivi di risorse Pnrr già assegnate a Regione ed enti locali.

Il bilancio 2026 prosegue anche l’opera di razionalizzazione della spesa. Le uscite per il personale rimangono stabili, mentre le operazioni di rinegoziazione e sospensione dei mutui, previste dall’articolo 3 della legge, consentiranno una riduzione degli oneri da indebitamento. «In linea con quanto previsto dalla Legge di bilancio statale – puntualizza Tronzano – utilizziamo tutti gli strumenti disponibili per alleggerire il carico finanziario della Regione. Le risorse liberate vengono reinvestite per rafforzare la sanità».

«Questo bilancio – conclude Tronzano – è il frutto di un lavoro collegiale, trasparente e condiviso. Ringrazio la Commissione Bilancio, i dirigenti, i tecnici e tutti i consiglieri, anche di opposizione, che hanno contribuito con proposte e osservazioni. In un momento delicato per i conti pubblici, la Regione Piemonte dimostra che è possibile coniugare rigore, sviluppo e tutela sociale, senza chiedere nuovi sacrifici ai cittadini».

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