Giornate di prevenzione della Sindrome del Bambino Scosso, le iniziative alla pediatria di Ciriè
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10 Aprile 2026
L’11 e 12 aprile il municipio di Ciriè si illuminerà di arancione

Giornate di prevenzione della Sindrome del Bambino Scosso, le iniziative alla pediatria di Ciriè

In un caso su quattro può portare al coma o alla morte del bambino

Sabato 11 e domenica 12 aprile si terrà la campagna di sensibilizzazione “NONSCUOTERLO!” promossa da Simeup (Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica) e Terre des Hommes per informare sulla prevenzione della Sindrome del bambino scosso (Shaken Baby Syndrome). L’obiettivo è accendere i riflettori su un trauma cerebrale che, in un caso su quattro, può portare al coma o alla morte del bambino.

Il Dipartimento Materno Infantile dell’Asl TO4 partecipa all’iniziativa con la collaborazione delle Città di Chivasso, di Ciriè e di Ivrea. Fino al 12 aprile gli operatori sanitari dei Punti Nascita e delle Pediatrie degli Ospedali di Chivasso, Ciriè e Ivrea e delle sedi dei Consultori del Dipartimento Materno Infantile dell’Azienda, insieme ai Pediatri di libera scelta e ai Centri vaccinali dell’Asl TO4, sensibilizzano le famiglie dei nuovi nati distribuendo materiali informativi, affiggendo poster e indossando la maglietta arancione (colore simbolo dell’iniziativa). Nelle serate di sabato 11 e domenica 12 aprile, a Ciriè viene illuminato di arancione il Palazzo Comunale (palazzo D’Oria) e, nella serata di sabato 11 aprile, a Ivrea vengono illuminati di arancione il Castello e Piazza Ottinetti. Nella Biblioteca MOviMEnte di Chivasso, sabato 11 aprile verrà distribuito materiale informativo sulla Sindrome del Bambino Scosso alle famiglie.

Cos’è la Sindrome del Bambino Scosso

È una grave forma di trauma cerebrale che deriva dallo scuotimento violento, anche solo per pochi secondi, di un bambino in tenera età in risposta a un pianto inconsolabile percepito come insostenibile. Tra le 2 settimane e i 6 mesi di vita, infatti, il pianto dei lattanti raggiunge il periodo di massima intensità e può assumere caratteristiche tali per durata e imprevedibilità da innescare grande esasperazione nel genitore o in chi si sta occupando del bambino. I neonati in questa fascia d’età sono particolarmente vulnerabili, ma la Sindrome del Bambino Scosso può colpire fino ai due anni di vita compromettendo per sempre il futuro e la crescita del bambino; i danni sono gravissimi, tra cui cecità, tetraplegia, disturbi dell’apprendimento e del coordinamento motorio e in 1 caso su 4 il coma o la morte. La Sindrome del Bambino Scosso è difficile da diagnosticare, così che spesso i bambini arrivano in Pronto Soccorso dopo esserne stati esposti più volte, prima che venga riconosciuta.

Come prevenirla

Se il pianto del proprio bambino diventa insostenibile e si è fatto tutto quanto possibile per calmarlo, verificando il suo stato di salute e le sue esigenze primarie, bisogna lasciare il bambino in un posto sicuro e allontanarsi, fino a quando non si è riacquistato il controllo delle proprie emozioni. Ma non scuoterlo mai. Se possibile, chiamare qualcuno, un amico o un familiare che possa dare un supporto anche solo momentaneo. Questo può fare la differenza nella vita di un bambino.

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