Asl To4, bufera sul parco auto. Il Nursind: «Ora gli infermieri devono pure anticipare i soldi per la benzina»
Il sindacato attacca la Direzione Generale per la gestione dei mezzi delle cure domiciliari: «I sanitari costretti a fare i benzinai di tasca propria. Mancanza di rispetto inaccettabile».
La gestione del parco veicoli dell’Asl To4 finisce di nuovo al centro di una bufera mediatica e sindacale. Non bastavano le ore sottratte all’assistenza diretta ai pazienti per accompagnare le auto a fare il lavaggio, per i tagliandi o per le manutenzioni ordinarie e straordinarie. Ora, secondo la denuncia del sindacato degli infermieri Nursind, si è arrivati al paradosso: i professionisti sanitari delle cure domiciliari devono occuparsi del rifornimento anticipando di tasca propria i soldi per il carburante.
La rabbia del Nursind: «Una follia e una mancanza di rispetto»
A sollevare il caso con toni durissimi sono Giuseppe Summa e Antonio De Feo della Segreteria Nursind Asl To4, che parlano di una situazione al limite del grottesco.
«È la follia più assoluta» – tuona il Nursind in una nota. «Chiedere a professionisti sanitari non solo di fare i benzinai, ma persino di anticipare i soldi per conto dell’azienda è una mancanza di rispetto del tutto inaccettabile da parte di questa Direzione Generale. Ci troviamo di fronte a una situazione insostenibile, che calpesta la dignità del nostro personale e dimostra un’organizzazione ormai del tutto fuori controllo».
Manca ancora il Regolamento Aziendale sul Parco Auto
Il sindacato torna a chiedere con forza un azzeramento immediato di queste prassi, sollecitando i vertici dell’Azienda Sanitaria a restituire decoro, rispetto e appropriatezza al ruolo del personale infermieristico.
Sul background della protesta pesa anche la mancata approvazione delle linee guida interne per la gestione della flotta. Dal Nursind ricordano infatti come si sia ancora in attesa del «famoso regolamento aziendale del parco auto, forse smarrito tra le scrivanie della Direzione».
L’auspicio espresso dai rappresentanti dei lavoratori è che, almeno in questo caso, la Direzione Generale sappia assumersi direttamente le proprie responsabilità, evitando di scaricare la colpa sui dirigenti di settore, come già contestato recentemente sulla gestione dei lavoratori precari.

