Lite davanti alla Remmert: Carabinieri e Comune ridimensionano il caso, nessuna maxi rissa: «Erano in due, non sessanta»
Ricostruito l'episodio avvenuto nei pressi del complesso ciriacese: gli accertamenti delle forze dell'ordine e l'esame dei filmati smentiscono le voci su ronde, lame e scontri tra decine di giovani
In merito agli avvenimenti registratisi di recente nella zona tra Villa Remmert e il complesso di Ciriè 2000, le verifiche condotte dai Carabinieri della Tenenza locale e gli accertamenti promossi dall’Amministrazione comunale permettono di fare piena luce su quanto realmente accaduto, ridimensionando categoricamente le ricostruzioni allarmistiche circulate nelle ultime ore.
Nessun maxiscontro tra bande, nessuna contrapposizione etnica e, soprattutto, nessuna presenza di armi da taglio o decine di persone coinvolte in pestaggi selvaggi.
I rilievi delle forze dell’ordine: un alterco tra due persone
Gli accertamenti svolti dai militari dell’Arma, uniti all’analisi puntuale delle telecamere di videosorveglianza presenti nell’area — da subito consultate dagli inquirenti e dagli uffici del Sindaco —, hanno delineato un quadro del tutto diverso rispetto ai contorni agitati da alcune testimonianze informali.
I fatti si riferiscono a un diverbio per futili motivi tra due soli ragazzi italiani, due ventenni, sfociato in qualche spintone e in un acceso confronto verbale prima del rapido rientro della situazione. Uno dei due ha denunciato il ferimento di una mano, probabilmente avvenuto con un coccio di bottiglia. L’ispezione dei luoghi e il controllo dei filmati hanno comunque confermato l’assenza di lame, così come l’assenza di gruppi organizzati intenti a fronteggiarsi.
Comune e Carabinieri: «Informazione corretta per evitare allarmismi»
In attesa dell’imminente nota ufficiale da parte dell’ufficio stampa del Sindaco Loredana Devietti, fonti istituzionali e investigative invitano alla cautela nella diffusione di notizie non verificate. L’area della Remmert, da sempre punto di ritrovo e di passaggio, resta sotto il costante monitoraggio dei Carabinieri e della Polizia Locale tramite i consueti pattugliamenti di routine.
I controlli incrociati e i riscontri tecnici hanno dunque escluso qualunque matrice razziale o di emergenza di ordine pubblico, restituendo ai fatti la loro reale e ben più contenuta dimensione.

