La truffa del finto maresciallo non funziona più: altri tre arresti in 24 ore
Un 81enne insospettito fa scattare la trappola dei Carabinieri per due giovani torinesi. A Verolengo tradita dal taxi e bloccata alla stazione una 22enne: recuperati tutti gli ori sottratti agli anziani
Un’offensiva senza sosta per tutelare la popolazione più fragile e strroncare sul nascere la piaga dei raggiri ai danni degli anziani. Nelle ultime ventiquattro ore, i Carabinieri del Comando Provinciale di Torino hanno messo a segno due distinte operazioni tra la Val Sangone e il Chivassese, portando all’arresto in flagranza di tre persone e al completo recupero dei gioielli sottratti con l’inganno.
Il copione utilizzato dai malviventi è ormai purtroppo noto, ma la prontezza delle vittime e la reazione tempestiva delle forze dell’ordine hanno permesso di trasformare le truffe in manette.
La trappola a Giaveno: il blitz sotto casa dell’81enne
Il primo episodio è scattato nel pomeriggio di lunedì 2 settembre a Giaveno. Un anziano di 81 anni è stato contattato al telefono da un presunto “maresciallo dei Carabinieri”, il quale sosteneva che con l’auto dell’anziano (a suo dire munita di targa clonata) fosse stata messa a segno una rapina a Torino. Con il pretesto di dover “visionare” l’oro presente in casa per dei controlli, il finto militare ha annunciato l’arrivo di un collega.
L’anziano, tutt’altro che sprovveduto, ha mantenuto la calma e ha contattato immediatamente il vero 112. I Carabinieri della Stazione di Giaveno hanno organizzato in pochi minuti un servizio di appostamento attorno all’abitazione: non appena il finto inviato è uscito dalla casa con circa 100 grammi di monili in oro e argento, i militari lo hanno bloccato. Manette ai polsi sia per l’esecutore materiale sia per il complice che faceva da palo in auto. Si tratta di due ragazzi italiani di 19 e 20 anni, incensurati e residenti a Torino, ora agli arresti domiciliari su disposizione della Procura capoluogo.
Tradita dal taxi a Verolengo: 22enne fermata in stazione
Il secondo colpo è stato sventato il pomeriggio successivo, il 3 settembre, dagli uomini del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Chivasso. In questo caso la telefonata del finto carabiniere è arrivata a un anziano di Verolengo, a cui è stato raccontato che i suoi documenti erano stati usati illegittimamente per noleggiare un veicolo impiegato in un colpo in gioielleria.
Mentre l’uomo – fuori casa – cercava di rientrare, una donna si è presentata alla porta della consorte, facendosi consegnare di fretta tutti i preziosi di famiglia con la scusa di portarli in caserma per “verifiche”. La fuga troppo rapida della truffatrice ha però insospettito la donna, che ha lanciato subito l’allarme.
I militari si sono messi sulle tracce della sospettata, intercettandola e bloccandola a bordo di un taxi nei pressi della stazione ferroviaria. Perquisita, la donna – una 22enne originaria di Benevento – è stata trovata in possesso dell’intera refurtiva, subito restituita ai coniugi. Per la giovane si sono aperte le porte del carcere “Lorusso Cotugno” di Torino, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Ivrea.
Trattandosi di procedimenti a carico degli indagati nella fase delle indagini preliminari, per le persone colpite da misura cautelare vige la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.

