Tra ronde e banchetti: la destra radicale cerca spazio a Ciriè, ma la città resta presidio antifascista
I giovani del movimento di Vannacci in piazza San Giovanni per la legittima difesa. Tra propaganda e presidio del territorio, la risposta di una comunità che affonda le sue radici nei valori della Costituzione
CIRIÈ – Non accenna a spegnersi l’attenzione sulla presenza e sulle iniziative delle formazioni di destra radicale e sovranista nel territorio ciriacese. Dopo le recenti “ronde” e le passeggiate sulla sicurezza organizzate nei giorni scorsi dai militanti di Forza Nuova – episodio che aveva già sollevato ferme prese di posizione da parte del tessuto democratico e delle istituzioni cittadine –, la giornata di ieri ha fatto registrare una nuova presenza in pieno centro.
Questa volta ad allestire un banchetto in piazza San Giovanni è stato un ristretto gruppo di giovani militanti legato a “Futuro Nazionale”, il movimento fondato dal generale Roberto Vannacci. Tra bandiere tricolori e volantini, l’obiettivo dichiarato dai promotori è stato quello di avviare una raccolta firme sul tema della legittima difesa: “Gli italiani non possono e non devono più aver paura”, hanno poi rivendicato sui propri canali social, celebrando con enfasi l’accoglienza di alcuni passanti e sfoggiando l’immancabile retorica patriottica.
(nelle foro sotto la contestazione al banchetto della cittadina ciracese Marianna Cifalà
La nostra posizione: non cedere alla propaganda neofascista
Iniziative diverse nelle forme e negli attori, certo, ma riconducibili a una medesima strategia di presidio mediatico ed egemonia simbolica degli spazi pubblici cittadini. Un tentativo di penetrazione politica che tuttavia si scontra con la storia, la cultura e l’identità profonda della nostra comunità.
Di fronte al moltiplicarsi di questi episodi, la nostra testata ribadisce con chiarezza la propria postura editoriale e civile: Ciriè e dovremmo dire tutto il Paese è, e rimane, una città fondata sui valori della Resistenza, della Costituzione e dell’antifascismo.
Se il diritto di parola e di manifestazione resta un pilastro irrinunciabile della nostra Repubblica – garanzia che proprio la Costituzione nata dalla Lotta di Liberazione assicura a tutti –, ciò non significa cedere al conformismo o normalizzare l’esibizione di nostalgismi, ronde securitarie o ideologie escludenti.
La sicurezza e la vivibilità dei quartieri non si tutelano con la propaganda di parte o con le spedizioni di facciata, ma con il rafforzamento dei presidi democratici, della coesione sociale e del lavoro quotidiano delle forze dell’ordine e delle istituzioni. Ribadiamo anche da queste colonne che Ciriè non ha bisogno di “pattugliamenti” né di crociate identitarie: la sua forza sta nella legalità repubblicana e nei principi antifascisti che continuano a guidarne la storia.

