Addio a Diego Maria Gugliermetto, da Grosso al MoMa di New York
Si è spento a 63 anni Diego Maria Gugliermetto, fondatore con il fratello Giuseppe, della Gufram (Gugliermetto Fratelli Arredamenti Moderni), acquistata poi da Poltrona Frau e successivamente dall’imprenditrice Sandra Vezza. Nato a Grosso ha portato la sua creatività e il design italiano nel mondo. Tra le sue opere più conosciute il sofà Bocca, disegnato nel 1970 dallo Studio65 e poi esposto al MoMa di New York.
Da Grosso al mondo del design
Diego Maria Gugliermetto ha trovato l’ispirazione per i suoi capolavori guardando al mondo della pop art. Con l’azienda Gufram realizza opere di arredamento che hanno fatto la storia come la poltrona Ginetta, in poliuretano, materiale all’epoca innovativo. Si forma al Politecnico di Torino interessandosi da subito al design, partecipando alla stesura del Manifesto del Design Italiano. Alla fine degli anni ’90 si occupa direttamente della realizzazione del “Multipli” come il celebre “Cactus” un appendiabiti in poliuretano espanso con superfici in vernice lavabile. Nasce verde ma nel tempo assume tinte diverse, diventando un vero e proprio totem. Il 2012 è l’anno di “Cioccosofà”, un divano in alluminio che ricorda la forma di una tavoletta di cioccolato. Nel 2021 un altro capolavoro il “Tappone”, una seduta che ricorda i tappi di Champagne. Su disegno di Piero Gilardi nasce “Green”, una poltrona che ricorda uno scoglio.
Un genio visionario
La storia di Diego Maria Gugliermetto è quella di un genio visionario, sempre pronto a sperimentare nuovi linguaggi e materiali. «In Diego Maria l’innovazione è la realizzazione di un sogno, l’ambizione del Cappellaio Matto – riporta il sito Gugliermetto Experience – Si può spiegare con la riproposizione di luoghi comuni (oggetti vari, cibo, natura) in modo ironico, divertente, meraviglioso, provocatorio e dissacrante, moltiplicandone le dimensioni reali. I risultati sono iperboli per eccesso che prendono forma grazie a un lungo e minuzioso lavoro artigianale, rigorosamente fatto a mano, all’interno del laboratorio della G-Experience a Balangero, nel Torinese.

