Legati, picchiati e derubati nell’abitazione: blitz nel Torinese contro la banda dei “pendolari del crimine”
Eseguite quattro custodie cautelari in carcere tra Torino e Ivrea per una violenta rapina ai danni di due anziani coniugi ottantenni. A incastrare i giovani indagati sono stati i riscontri del RIS di Parma su DNA e impronte digitali.
TORINO / FERRARA – Un’azione di spietata violenza consumata ai danni di una coppia di anziani ottantenni, immobilizzati con il nastro adesivo, malmenati e minacciati con un coltello fino a vedersi strappare le fedi nuziali dalle dita. A un anno esatto dall’aggressione, avvenuta nella notte del 5 ottobre 2025 in un’abitazione isolata a Serravalle (frazione del comune di Riva del Po, nel Ferrarese), i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ferrara e della Compagnia di Copparo, con il supporto dei colleghi del Comando Provinciale di Torino, hanno chiuso il cerchio attorno al gruppo di “pendolari del crimine”.
Nelle ultime ore è stata data esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Ferrara. Quattro dei sei indagati – giovani di età compresa tra i 20 e i 27 anni, tutti domiciliati in Piemonte – sono stati rintracciati in provincia di Torino e trasferiti nelle Case Circondariali di Torino e Ivrea. I reati contestati a vario titolo e in concorso sono rapina pluriaggravata e lesioni personali di rilevante gravità.
La fuga nei campi e le tracce lasciate sull’auto a noleggioLe indagini erano scattate subito dopo i fatti, quando una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile di Copparo aveva intercettato un’autovettura sospetta. I malviventi si erano dati a una fuga precipitosa, abbandonando il mezzo a margine di un’interruzione stradale per dileguarsi a piedi nei campi circostanti.
La svolta con il RIS di Parma: incastrati da DNA e impronteA fornire la prova schiacciante a carico della banda sono stati gli accertamenti tecnici irripetibili eseguiti dai militari del R.I.S. di Parma. Le analisi genetiche e dattiloscopiche condotte sugli indumenti da lavoro, sul nastro adesivo utilizzato per incatenare le vittime e su diversi oggetti trovati a bordo dell’auto abbandonata hanno consentito di isolare nitidamente il DNA e le impronte digitali degli indagati.
Le indagini hanno inoltre permesso di individuare la base logistica utilizzata dalla banda per pianificare il colpo e di identificare un sesto componente domiciliato saltuariamente nel Ferrarese.Mentre quattro giovani si trovano ora richiusi nei penitenziari di Torino e Ivrea a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, proseguono a tutto campo e in ambito internazionale le ricerche per rintracciare i due rimanenti componenti del gruppo ancora a piede libero.

