Parkinson, a Torino la svolta tecnologica: sensori, eye-tracking e rete tra atenei per prevenire le cadute
Il 4 novembre il Presidio Sanitario San Camillo riunisce le università di Torino, Genova, Bologna e il Politecnico per presentare le frontiere più avanzate nel trattamento e nella riabilitazione dei pazienti
La lotta contro le malattie neurodegenerative come la malattia di Parkinson fa un salto di qualità epocale, e il capoluogo piemontese si conferma epicentro di questa trasformazione. La prevenzione e la ricerca scientifica non si limitano più alla sola diagnosi precoce. Puntano invece con decisione alla salvaguardia dell’autonomia quotidiana e alla prevenzione delle complicanze. È questo l’obiettivo al centro del convegno intitolato “Open Innovation – Tecnologie e ricerca per la malattia di Parkinson. Dal test motorio all’eye-tracking: predire il rischio di cadute”, in programma il 4 novembre 2026 presso il Presidio Sanitario San Camillo di Torino.
Malattia di Parkinson: una rete d’eccellenza a quattro atenei
Dalle 8,15 alle 14, la struttura di Strada Santa Margherita ospiterà specialisti e ricercatori provenienti da quattro prestigiosi atenei italiani. Ci saranno l’Università degli Studi di Torino, l’Università di Genova, l’Università di Bologna e il Politecnico di Torino.
I disturbi del movimento legati alla malattia di Parkinson, infatti, incidono in modo profondo sulla vita dei pazienti e delle loro famiglie. Tra le criticità più temute ci sono le cadute accidentali. Spesso sono innescate dal fenomeno del freezing (il blocco improvviso della marcia) o da alterazioni dell’equilibrio e del controllo posturale. Per rispondere a queste sfide, l’evento aprirà i battenti con i saluti istituzionali di Regione Piemonte, Città di Torino e Asl. Poi, il Prof. Leonardo Lopiano tratterà la presa in carico multidisciplinare fondata sulla stretta collaborazione tra neurologi, fisiatri, neuropsicologi e ingegneri biomedici.
Le tecnologie al servizio del paziente: dal test motorio all’eye-tracking
Il cuore scientifico della giornata offrirà una panoramica d’avanguardia sulle soluzioni tecnologiche più innovative integrate nella pratica clinica della malattia di Parkinson:
- Predizione del rischio di caduta: sarà presentato il test motorio 5 Times Sit To Stand strumentato. Realizzato in collaborazione con l’Università di Genova, sfrutta pedane di forza e sensori inerziali per misurare con precisione biometrica la stabilità motoria.
- Eye-tracking e strategie cognitive: gli specialisti dell’Università di Torino mostreranno l’efficacia del tracciamento oculare nel rivelare i meccanismi cognitivi e attentivi legati al movimento.
- Stimolazione Elettrica Transcranica (tES): saranno analizzati i risultati clinici degli effetti della tES sul contrasto alla bradicinesia (il rallentamento motorio).
- Valutazione vestibolare: spazio anche al ruolo chiave del sistema vestibolare grazie all’intervento dell’Università di Bologna e a test specifici come il vHIT.
- Analisi della massa muscolare: la ricerca dell’Università di Torino approfondirà l’impatto della perdita di massa muscolare attraverso la bioimpedenziometria (BIA).
Dalla teoria alla pratica: le “Tech-Demo”
L’evento non rimarrà confinato agli ambiti teorici. Una dinamica sessione di “Tech-Demo” permetterà ai partecipanti di toccare con mano l’innovazione attraverso sette stazioni pratiche. Sarà possibile osservare l’applicazione di diari online delle cadute, sensori indossabili, realtà interattiva per la riabilitazione e modalità di applicazione della stimolazione elettrica transcranica.
Questo importante appuntamento posiziona il Presidio Sanitario San Camillo al centro della scena scientifica nazionale. L’ospedale è già inserito nella rete di ospedali specializzati in percorsi di riabilitazione integrata di secondo livello. Ora, funge anche da ideale apripista in vista della imminente Giornata Nazionale Parkinson, prevista a fine novembre.

