Il finto tassista lo guida fino alla centrale dello spaccio: scoperto laboratorio casalingo di crack e cocaina
Gli agenti seguono i movimenti di un 61enne che fingeva di offrire corse in auto e scoprono un alloggio in via Bongiovanni adibito alla cottura e al confezionamento della droga. Sequestrati oltre 800 grammi di stupefacente e 1.900 euro in contanti: due uomini in carcere
TORINO – Un’insolita attività di “taxi abusivo” utilizzata come copertura per muoversi indisturbato tra le vie del quartiere. È stato proprio il pedinamento di un finto tassista a condurre i poliziotti del Commissariato di P.S. Barriera di Milano dritti al cuore di un vero e proprio laboratorio clandestino per la preparazione del crack.
L’operazione della Polizia di Stato si è conclusa con l’arresto di due persone: un cittadino senegalese di 61 anni e un cittadino maliano di 21 anni, quest’ultimo risultato anche irregolare sul territorio nazionale. Entrambi devono rispondere dell’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Il pedinamento e la fermata in via Bongiovanni
Gli investigatori del Commissariato di Barriera di Milano da qualche tempo stavano monitorando gli spostamenti del 61enne, sospettato di essere inserito nella rete dello spaccio cittadino. L’uomo simulava di svolgere la professione di tassista a bordo della propria autovettura per giustificare continui spostamenti e brevi soste.
L’operazione è scattata quando gli agenti lo hanno visto parcheggiare l’auto in doppia fila in via Bongiovanni per infilarsi rapidamente all’interno di uno stabile. I poliziotti hanno atteso che l’uomo uscisse dal portone per fermarlo e procedere all’identificazione, decidendo poi di estendere perquisizione e controlli all’appartamento da cui era appena sceso.
La “cucina” della droga: 800 grammi di cocaina e crack
Una volta varcata la soglia dell’alloggio, gli agenti si sono trovati di fronte a una vera e propria centrale di trasformazione della droga. In soggiorno è stato sorpreso il 21enne maliano, intento a gestire le fasi di lavorazione.
Sul tavolo e nei vari ambienti della casa era allestito il necessario per la cottura e il confezionamento dello stupefacente:
- Piatti, dischetti rigidi e lamette per la lavorazione;
- Sostanza da taglio e due bilancini di precisione;
- Ingenti quantità di materiale per il confezionamento delle dosi.
Complessivamente la perquisizione ha consentito di sequestrare oltre 800 grammi di sostanza stupefacente, tra cocaina e crack, conservata sia in “pietre” ancora da tagliare sia in dosi già pronte per lo spaccio su piazza. Trovata e sequestrata anche la somma di 1.900 euro in contanti, ritenuta provento dell’attività illecita.
Al termine degli accertamenti di rito, i due uomini sono stati trasferiti presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Si precisa che i procedimenti penali si trovano attualmente nella fase delle indagini preliminari e che, nei confronti degli indagati, vige la presunzione di non colpevolezza fino all’emissione di una sentenza di condanna definitiva.

