Oglianico, nessuna aggressione in piazza: la presunta vittima ammette di aver inventato tutto
La donna aveva raccontato di essere stata ferita al volto o al corpo da un giovane incappucciato mentre andava in Municipio. Le incongruenze rilevate dai Carabinieri di Rivarolo Canavese e della Compagnia di Ivrea hanno portato alla verità: un gesto autolesionistico dettato da un momento di profonda fragilità
OGLIANICO – Non c’è alcun aggressore incappucciato in giro per le strade dell’Alto Canavese e non si è consumata alcuna aggressione ai danni di una cittadina. Si sono conclusi nella mattinata di ieri, 25 ottobre, gli accertamenti condotti dai Carabinieri della Compagnia di Ivrea e della Stazione di Rivarolo Canavese su quanto segnalato nella serata di venerdì 24 ottobre in Piazza Statuto ad Oglianico. L’allarme era scattato a seguito della chiamata del Sindaco, allertato dal racconto di una donna che sosteneva di essere stata aggredita e ferita con un coltello da uno sconosciuto mentre si stava recando verso il Municipio.
I dubbi dei Carabinieri e il ricovero a Cuorgnè
La donna era stata prontamente soccorsa e trasportata in codice verde presso il pronto soccorso dell’ospedale di Cuorgnè, dove i sanitari le avevano riscontrate lesioni lievi giudicate guaribili con una prognosi di cinque giorni. Fin dai primi istanti, tuttavia, la ricostruzione fornita ai militari dell’Arma della Sezione Operativa era apparsa frammentaria, tentennante e costellata di marcate contraddizioni. Gli accertamenti di rito e i rilievi eseguiti sul posto non trovavano alcun riscontro con la versione fornita dalla vittima, evidenziando forti incongruenze sia sulla dinamica dell’accaduto sia sulla tipologia della ferita riportata.
La confessione e il momento di fragilità
Messa di fronte agli elementi precisi e rigorosi raccolti dagli investigatori direttamente all’interno della struttura ospedaliera cuorgnatese, la donna ha infine crollato, ammettendo di aver inventato l’intera storia. Ha confessato di essersi procurata autonomamente la lesione con un comune coltello da cucina prelevato poco prima dalla propria abitazione e di aver poi simulato l’aggressione in strada. Un gesto estemporaneo, come spiegato dalle forze dell’ordine, strettamente riconducibile a una fase di profonda e particolare fragilità personale dell’interessata.
Nessun pericolo per la comunità
Gli approfondimenti svolti con tempestività dai Carabinieri hanno così permesso di rassicurare la comunità locale, confermando che non vi era alcun soggetto pericoloso in fuga da ricercare. Nei confronti della donna scattano le valutazioni di legge relative all’ipotesi di simulazione di reato.
Trattandosi di un provvedimento scaturito durante la fase delle indagini preliminari, nei confronti del soggetto coinvolto vige il principio della presunzione di non colpevolezza sino all’eventuale definizione del procedimento.

