Bruciano il semaforo rosso: fermati con 5,4 chili di cocaina nel vano segreto dell’auto e 10mila euro
30 Ottobre 2026

Bruciano il semaforo rosso: fermati con 5,4 chili di cocaina nel vano segreto dell’auto e 10mila euro

L'alta velocità e l'insofferenza al controllo tradiscono due cittadini albanesi. Gli agenti della Squadra Volante e l'unità cinofila scovano il nascondiglio elettronico tra il vano motore e il serbatoio

La Polizia di Stato ha arrestato due cittadini albanesi di 42 e 27 anni, trovati in possesso di un ingente quantitativo di cocaina nascosto in un vano ricavato nell’auto nella quale viaggiavano.

Venerdì pomeriggio, gli agenti della Squadra Volante mentre percorrevano via De Sanctis in direzione di Piazza Massaua, hanno visto un’auto procedere a velocità sostenuta e oltrepassare l’incrocio della piazza incuranti del semaforo rosso.

Gli agenti, fermata l’auto e sottoposti a controllo gli occupanti che, nel frangente, si sono mostrati insofferenti si accorgevano nel momento in cui uno dei due estraeva da una borsa il passaporto, di una voluminosa somma di denaro in banconote. In merito al possesso del denaro contante non venivano fornite spiegazioni, così come sulla loro presenza nel capoluogo visto che provenivano da altra regione.

I poliziotti hanno approfondito il controllo del veicolo anche con l’ausilio dell’unità cinofila. Nel vano centrale del veicolo, sotto il cassetto porta oggetti/bibite c’era una serratura collegata elettricamente alla presa accendi sigari e al pulsante del freno di stazionamento. Al di sotto del cassetto, era stato anche ricavato un vano che andava longitudinalmente dal vano motore al serbatoio dove erano nascosti cinque panetti di cocaina per un peso complessivo di 5 chili e 400 grammi, motivo per il quale i due occupanti sono stati tratti in arresto.

Nel corso della perquisizione personale, gli agenti hanno sequestrato oltre 10.000 euro in contanti: 9.600 nella disponibilità del quarantaduenne e 700 euro in quella del ventisettenne. 

​Il procedimento penale versa nella fase delle indagini preliminari e pertanto vige la presunzione di non colpevolezza a favore degli indagati fino alla sentenza definitiva.

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