Meno35
6 Novembre 2012

Sempre dalla parte dei bambini: l’impegno di Irene

Il terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna nel maggio scorso ha fatto danni inestimabili a cose e persone. Per aiutare la popolazione, sono state subito create delle tendopoli in cui vivere per qualche mese, e molti enti si sono attivati per dare una mano a riportare il più in fretta possibile la normalità.
Irene Berrone, 27 anni di Ciriè, è stata una di quelle persone ad essere stata direttamente coinvolta da uno di questi soggetti e in questa intervista, e ci racconta la sua esperienza in nella regione del centroitalia.
Com’è nato il tuo intervento diretto in Emilia Romagna?
«Mi trovavo in vacanza e sono stata contattata da Save the Children, che cercava personale per gestire un programma con i bambini all’interno del Progetto Emergenza Emilia Romagna. Mi è stato chiesto se fossi stata disponibile a partire anche nel giro di pochissimo, perciò… sono tornata di fretta a Ciriè e dopo due giorni, il 18 agosto, sono partita».
Di cosa ti sei dovuta occupare, nello specifico?
«Io e il mio team, una quindicina di operatori, lavoravamo in 4 tendopoli: a Finale Emilia, San Possidonio (il mio, che ospitava in particolare bimbi provenienti da famiglie a rischio sociale), Novi di Modena e Concordia sulla Secchia. Il nostro tendone si chiamava “Spazio a misura di bambino”, dove facevamo tutti i giorni attività con i più piccoli con l’obiettivo di aiutarli a rielaborare il trauma e a tirare fuori le loro emozioni, in particolare la paura. Abbiamo lavorato anche molto sulla risoluzione non violenta dei conflitti: vivere in una tendopoli per 4 mesi, dove si deve dividere una tenda con altre 2-3 famiglie, farsi la doccia in bagni chimici e dover far la coda per mangiare crea ovviamente molto stress. Erano molto frequenti i litigi, tra gli adulti così come tra i bambini. Ci siamo concentrati anche sulla Convenzione Onu sui diritti del fanciullo, realizzando diverse attività e giochi. Erano previsti laboratori di cucina, drammatizzazione, lettura, gioco libero, manipolazione ecc.; infine sono state anche organizzate delle gite, ad esempio a Mirabilandia».
Di cosa ti occupavi prima di partire per questa nuova esperienza?
«Mi sono soprattutto occupata di rifugiati politici e di donne vittima di tratta. I miei colleghi invece arrivavano da esperienze specifiche di laboratori scolastici, e da un progetto sulla discriminazione. All’inizio quindi li ho affiancati, osservando; poi ho cominciato ad agire, in coppia con una mia collega».
Il terremoto che effetti ha avuto sui bambini?
«Per molti c’è stata una forte regressione: bimbi di 5 anni sono tornati a mettere il pannolino; quelli stranieri hanno smesso di parlare italiano, e via dicendo. Tutti avevano un grosso problema ad accettare di essere arrabbiati perché la loro casa e i loro giochi non c’erano più. A bambini e adulti è rimasta una gran paura: soprattutto quella di addormentarsi. Una notte c’è stata una scossa: io dormivo, sono stata l’unica a non averla avvertita ma ricordo di aver fatto degli incubi. In tutti s’è risvegliato il panico, molti sono andati a dormire in macchina. Il nostro capo progetto è partito subito da Roma con un team di psicologi».
Rifaresti quest’esperienza? Qual è la soddisfazione maggiore che ti porti a casa?
«La rifarei mille volte. È stata una soddisfazione riuscire a relazionarmi con bambini difficili, e avercela fatta a terminare l’impegno; due settimane prima di partire ho temuto di non farcela: in situazioni di emergenza nulla è sicuro, e l’incertezza su una certa data piuttosto che un’altra circa la chiusura dei campi e quindi il nostro ritorno a casa mi ha messa a prova».
Adesso sei tornata a Ciriè e alla tua vita normale, che è fatta di… ?
«Sono tornata ad occuparmi dei GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) alla Società Operaia di Ciriè, e sto cercando lavoro, anche se sono ancora concentrata a riabituarmi a questa realtà. Tornare, non è mai facile: l’ho provato anche in altri viaggi, ma stavolta è particolarmente difficile. Quando torni trovi tutto più o meno come prima, mentre dentro di te molte cose, se non tutte, sono cambiate: stavolta lo sento in maniera molto forte. Quando fai questo tipo di esperienze ti rendi conto di quanto il mondo sia grande, capisci che le persone che ti possono dare qualcosa e arricchirti sono davvero tante, e quindi torni già con la voglia di ributtarti in altro. Per tornare ancora più ricca».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Massimo 1000 numero di caratteri ancora disponibili


Scarica l'App de Il Risveglio
ULTIME NOTIZIE
Settimo Torinese, il Centro per l’Impiego cambia sede: ecco dove trovarlo dal 24 settembre
Comunicazione di servizio per i cittadini e gli utenti del territorio
Gli uffici si trasferiscono in via Ariosto 36 bis. Nessuna variazione per gli orari di sportello al pubblico, che rimarranno invariati
di Redazione 
21 Settembre 2026
SETTIMO TORINESE – Cambio di sede in vista per i servizi al lavoro del territorio. A partire da giovedì 24 settembre , il Centro per l’Impiego di Sett...
Incidente sulla Torino-Caselle, morto il leinicese Salvatore Grassia
Nel pomeriggio di domenica la sua Kawasaki Ninja si è scontrata con una Peugeot Nera in direzione del capoluogo piemontese
Il motociclista lavorava nell'azienda di famiglia e lascia un figlio. Ricoverato al San Giovanni Bosco il passeggero della motocicletta, un 30enne di origine colombiana
21 Settembre 2026
Un drammatico incidente stradale sul raccordo Torino-Caselle si è verificato nel pomeriggio di domenica 20 settembre 2026, causando il decesso di un u...
Festa della Nascita: oltre 4mila persone alla Reggia di Venaria sul tema del tempo e della cura
L'evento
L'evento
Una rete di 32 Comuni e decine di enti culturali e sanitari a supporto dei nuovi nati e dei loro genitori. Un evento per orientarsi sulle possibilità e la gestione dei "primi mille giorni di vita", con la promozione del Passaporto culturale, "per creare bellezza fin dalla primissima infanzia"
21 Settembre 2026
È difficile orientarsi da neogenitori. Nel nostro Paese complesso, spesso ci si ritrova da soli ad affrontare burocrazia, sanità e anche a capire qual...