Il lupo attacca, vende le pecore
Cronaca bianca
9 Gennaio 2013

Il lupo attacca, vende le pecore

VALLI — Aldo Rocci, un allevatore che, da 47 anni sale all’Alpe Vieirei, al Colombardo, Alta Valle di Viù, per contrastare gli attacchi dei lupi ha adottato una soluzione radicale: ha venduto il gregge di 230 capi. «È l’unica cosa che potevo fare – scuote la testa Rocci che sverna alla Cascina Commenda di Druento dove accudisce una settantina di capi – io all’Alpe Vieirei ci vado da una vita e non avevo mai visto una cosa simile. A metà luglio, in mezz’ora, i lupi hanno fatto fuori undici pecore e non mi sono accorto di nulla, sono stati rapidissimi, spietati». Continua: «Mi è dispiaciuto, ma non avevo altra scelta. I cani da guardia e le recinzioni elettriche non servono, perché la presenza dell’uomo è sempre necessaria per sorvegliare le bestie da un predatore così astuto e feroce che si sposta su un territorio molto vasto. Controllare tutto diventa impossibile». Rocci, mentre sfoglia le fotografie delle sue pecore azzannate alla gola, si arrabbia: «E poi, per i risarcimenti, ci dicono che non ci sono fondi, sei costretto ad affrontare una burocrazia interminabile solo per seppellire le carcasse. Meglio disfarsi di tutto e amen. E meno male che dovremmo preservare i pascoli in quota, come si fa?». Anche perché le pecore e le capre brucano dove non passano i ruminanti più grossi e mantengono un equilibrio dell’ecosistema. L’estate scorsa anche altre greggi hanno subito degli attacchi. «Io, per curare la mia capra ferita dai lupi, ho speso 160 euro tra visite veterinarie e medicinali e me ne hanno rimborsati appena 30 di euro» – si arrabbia Mario Tassetti, macellaio e allevatore di Lanzo che si è trovato con tre animali azzannati alla gola e dilaniati sui pascoli di Vallossera, sempre in alta Valle di Viù. Incalza: «La prossima stagione cercherò un altro terreno dove lasciare gli animali e stipulerò un’assicurazione privata perché, se non si prendono provvedimenti, sarà sempre peggio». Ma i lupi stanno facendo strage di cervi e caprioli. In questi giorni sono state ritrovate diverse carcasse, abbandonate. Segno che nelle Valli di Lanzo si spostano almeno un branco o due. In tutto, secondo gli esperti, sarebbero cinque o sei esemplari, non di più.

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