Vogliono adottare un maialino: braccio di ferro col Comune
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23 Maggio 2021
Dopo quello recente di Rocca, un altro caso d’affezione: «È come un cane perché dirmi no?»

Vogliono adottare un maialino: braccio di ferro col Comune

Ma per i regolamenti comunali, il suino rimane un animale zootecnico per il quale l’unico ricovero previsto rimane una stalla

Costumi e soprattutto sensibilità che cambiano più velocemente di quanto non facciano i regolamenti. Così, capita sempre più spesso che in tema di animali d’affezione non siano solo più cani e mici uniche opzioni e desideri di chi ama condividere la propria vita con degli animaletti. Ecco quindi, fatti i debiti distinguo, dopo il caso recente di Rocca, quello di San Maurizio.

Come nel caso del piccolo centro canavesano – risolto alla fine con una serie di escamotages amministrativi – anche a San Maurizio c’è una famiglia che vorrebbe tanto adottare un maialino e che non ci riesce: «Una specie nana – si affretta a specificare come nel caso di Rocca, Elisa Borasi che può arrivare massimo ai 15 chili, insomma come un qualsiasi cagnetto. Naturalmente questa adozione non ha nessun altro scopo che l’affezione. Inoltre lo porterei ogni giorno con me nell’asilo nido che gestisco a Borgaro anche per sensibilizzare i bimbi all’amore verso tutti gli animali e i genitori ne sono entusiasti». Ma per il Comune, o meglio, i suoi regolamenti, il suino (qualsiasi) rimane un animale zootecnico per il quale l’unico ricovero previsto rimane una stalla e poco importa se sono sempre più le persone che non vedono questa specie esclusivamente come salami e prosciutti.

«Mi hanno anche contestato continua la Borasi – il fatto che io viva in un quartiere residenziale e che ho un giardino troppo piccolo (50metri quadri, ndr), ma mi chiedo, se invece di adottare un maialino, prendessi un cagnetto delle stesse dimensioni, perché a quel punto la collocazione sarebbe adeguata? Dopo le risposte del Comune che mi nega il nullaosta non mi rimane altro che affidare questo mio appello al giornale…»

Intanto, nella motivazione con cui il Comune respinge la richiesta, si legge che nessuno dei regolamenti comunali in vigore contempla la possibilità di detenere animali zootecnici presso locali ad uso di abitazione, nè tantomeno esiste in Italia. Ma è anche vero che i regolamenti possono essere cambiati, in ossequio alle mutate sensibilità e all’antispecismo. E sempre fatte salve le precipue prerogative del fatto e caso risolto a Rocca a parte, qualche mese fa il Comune di Ciriè si impegnò a cambiare quello che vietava la possibilità di recarsi al cimitero con cagnolino in braccio o al seguito con guinzaglio dopo le veementi proteste di una coppia di cittadini: «Questo cagnolino fa parte della famiglia e viene con noi».

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