«Salviamo la Pellerina», il testo del Comitato enunciato anche in Comune
Ambiente, Economia e Lavoro, Prima pagina
15 Marzo 2023
Nella seconda commissione consiliare di Torino del 15 marzo

«Salviamo la Pellerina», il testo del Comitato enunciato anche in Comune

Prosegue la battaglia per impedire la costruzione del nuovo Maria Vittoria e la conseguente cementificazione di parte del Parco

Riceviamo e pubblichiao volentieri il testo dell’intervento di Giorgio Zimbaro (nella foto) a nome del “COMITATO SALVIAMO LA PELLERINA” enunciato anche in II Commissione consiliare della Città di Torino, in seduta congiunta con la IV e la VI, in data 15.03.2023 (Sala Carpanini).
 
«Siamo qui oggi perché crediamo nella buona fede degli amministratori… Personalmente, non voglio pensare che ci siano interessi immobiliari dietro l’attuale mancata bonifica e il futuro recupero urbanistico dell’area ex Thyssen a scapito della Pellerina. Tuttavia, voglio ricordare a questa commissione che la cementificazione insidia l’organizzazione del territorio, del paesaggio e degli ecosistemi in maniera irreversibile. Rispetto al consumo di suolo, le uniche compensazioni idonee possono consistere nel recupero a verde di aree impermeabilizzate, già compromesse dall’urbanizzazione e dismesse o in fase di dismissione, aventi una superficie comparabile con quella delle quali si prevede la trasformazione. Poiché tale soluzione non sempre può essere applicata,
risulta opportuno limitare allo stretto necessario ogni nuova occupazione di suolo che
dovrà sempre avvenire solo dopo un’attenta valutazione dell’inesistenza di alternative
che prevedano il riuso di preesistenti aree edificate dismesse o sottoutilizzate.
Qui le alternative, ci sono e le conosciamo!
 
• Abbiamo dovuto distribuire NOI la Petizione che – a un mese dalla sua registrazione in
Comune – non ha ancora iniziato l’iter burocratico e chissà quando si potrà parlarne con
Voi
• E’ uno strumento di partecipazione democratica che non funziona, con grave pregiudizio
della democrazia istituzionale
• Lunedì 6 marzo abbiamo presentato una proposta di delibera di iniziativa popolare per
impedire la costruzione del nuovo Maria Vittoria e la conseguente cementificazione di
parte del Parco della Pellerina. Chiediamo che la procedura non sia ritardata ulteriormente
• In quella delibera proponiamo di costruire il Nuovo Maria Vittoria sull’area Thyssen,
naturalmente da bonificare a spese della proprietà – come prescrive la legge.
• Sono passati 16 anni dal rogo della Thyssen e il Comune ha sempre rinviato la bonifica,
da ultimo il 13 gennaio scorso, prorogando a fine giugno 2023 i termini per la
presentazione del progetto di bonifica NON per l’avvio dei lavori di bonifica.
• La Regione, nel frattempo, ha bandito una gara per costruire sull’area Thyssen un
impianto di produzione di idrogeno liquido, notoriamente molto infiammabile e – pur con
tutte le misure di sicurezza possibili – sempre a rischio di incendio e esplosione. Vi
chiediamo di impedirlo, e se proprio va fatto, di collocarlo assai lontano dall’abitato, in
zona isolata.
 
Problemi idrogeologici non indifferenti e salvaguardia dell’abitat faunistico e floreale ci
hanno indotto a chiedere l’apposizione del vincolo di notevole interesse pubblico e di totale
inedificabilità dell’area suddetta. In un contesto che vede carenza di medici, lunghi tempi di attesa per visite ed esami diagnostici, alle quali si danno risposte solo con servizi privati a pagamento, ora si trova la scusa di realizzare con urgenza un ospedale, deturpando un’area, depauperando la Città
di parte del più importante polmone verde.
 
Torino è una Città fortemente inquinata e prevenire le malattie è una priorità rispetto al
curarle, quindi preveniamo, salvaguardando e migliorando l’ambiente naturale per poi, quando necessario, curare negli ospedali, che debbono essere, comunque, efficienti e non carenti di tutto, a cominciare dal personale medico. Non possiamo pensare di lasciare ai giovani e alle future generazioni una Città tra le più inquinate d’Europa perché qualcuno vuol subito un ospedale. Rimandarne di qualche tempo la costruzione è una misura temporanea. Distruggere parte di un parco è una misura definitiva.
 
Non possiamo accettare questa violenza ambientale. Ne va del futuro nostro, delle future generazioni e anche dei Vostri figli. E a proposito di figli, ai quali tutti dovrebbero dare virtuosi esempi, tutta questa vicenda mi ricorda la scena teatrale di un bambino viziato che fa i capricci per ottenere a tutti i costi un determinato gioco, e la sua giovane mamma che cerca di accontentarlo, nonostante sappia che quel gioco è pericoloso. Questa scena si dirime solo quando il nonno del bambino, sicuramente saggio, riesce a far comprendere a figlia e nipote che ci si può divertire senza creare pericoli, senza fare danni… con un altro gioco, simile e magari realizzato con materiale riciclato a salvaguardia dell’ambiente.
Lascio a Voi uditori assegnare i ruoli in questo per nulla edificante spettacolo teatrale».
 

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