«Salviamo la Pellerina», il testo del Comitato enunciato anche in Comune
Prosegue la battaglia per impedire la costruzione del nuovo Maria Vittoria e la conseguente cementificazione di parte del Parco
risulta opportuno limitare allo stretto necessario ogni nuova occupazione di suolo che
dovrà sempre avvenire solo dopo un’attenta valutazione dell’inesistenza di alternative
che prevedano il riuso di preesistenti aree edificate dismesse o sottoutilizzate.
Qui le alternative, ci sono e le conosciamo!
Comune – non ha ancora iniziato l’iter burocratico e chissà quando si potrà parlarne con
Voi
• E’ uno strumento di partecipazione democratica che non funziona, con grave pregiudizio
della democrazia istituzionale
• Lunedì 6 marzo abbiamo presentato una proposta di delibera di iniziativa popolare per
impedire la costruzione del nuovo Maria Vittoria e la conseguente cementificazione di
parte del Parco della Pellerina. Chiediamo che la procedura non sia ritardata ulteriormente
• In quella delibera proponiamo di costruire il Nuovo Maria Vittoria sull’area Thyssen,
naturalmente da bonificare a spese della proprietà – come prescrive la legge.
• Sono passati 16 anni dal rogo della Thyssen e il Comune ha sempre rinviato la bonifica,
da ultimo il 13 gennaio scorso, prorogando a fine giugno 2023 i termini per la
presentazione del progetto di bonifica NON per l’avvio dei lavori di bonifica.
• La Regione, nel frattempo, ha bandito una gara per costruire sull’area Thyssen un
impianto di produzione di idrogeno liquido, notoriamente molto infiammabile e – pur con
tutte le misure di sicurezza possibili – sempre a rischio di incendio e esplosione. Vi
chiediamo di impedirlo, e se proprio va fatto, di collocarlo assai lontano dall’abitato, in
zona isolata.
hanno indotto a chiedere l’apposizione del vincolo di notevole interesse pubblico e di totale
inedificabilità dell’area suddetta. In un contesto che vede carenza di medici, lunghi tempi di attesa per visite ed esami diagnostici, alle quali si danno risposte solo con servizi privati a pagamento, ora si trova la scusa di realizzare con urgenza un ospedale, deturpando un’area, depauperando la Città
di parte del più importante polmone verde.
curarle, quindi preveniamo, salvaguardando e migliorando l’ambiente naturale per poi, quando necessario, curare negli ospedali, che debbono essere, comunque, efficienti e non carenti di tutto, a cominciare dal personale medico. Non possiamo pensare di lasciare ai giovani e alle future generazioni una Città tra le più inquinate d’Europa perché qualcuno vuol subito un ospedale. Rimandarne di qualche tempo la costruzione è una misura temporanea. Distruggere parte di un parco è una misura definitiva.

