Cantoira: addio al giovane Andrea Peracchione, simbolo delle Valli di Lanzo
Giovani
14 Giugno 2026
Il suo cuore si è fermato a due anni dal tragico incidente in motorino a Prati della Via, di ritorno da Pialpetta

Cantoira: addio al giovane Andrea Peracchione, simbolo delle Valli di Lanzo

Il padre Marco: «Nonostante la giovane età, era un ragazzo davvero determinato, una forza della natura»

Dopo due anni di silenziosa e dolorosa battaglia, il cuore di Andrea Peracchione si è fermato, lasciando un vuoto incolmabile a Cantoira e in tutte le Valli di Lanzo. Il giovane, che oggi avrebbe diciannove anni, non è riuscito a superare i traumi di quella maledetta sera d’estate, quando la sua vita mutò per sempre su un tratto di asfalto della Val Grande.

Il tragico incidente stradale e il calvario in ospedale

La vicenda che ha tenuto con il fiato sospeso l’intera vallata ha inizio nel giugno di due anni fa. Andrea, all’epoca diciassettenne, stava rientrando a casa a Cantoira dopo aver trascorso qualche ora di spensieratezza con gli amici a Pialpetta di Groscavallo.

Mentre viaggiava a bordo del suo scooter, per cause che i rilievi dell’epoca attribuirono a una tragica fatalità, il ragazzo ha perso il controllo del mezzo in località Prati della Via, finendo fuori strada. Da quella notte è iniziato un lunghissimo calvario fatto di ricoveri, interventi chirurgici e terapie intensive. Una battaglia quotidiana affrontata con dignità dalla mamma Ivana, dal papà Marco e dal fratello Alessandro, supportati dall’affetto incessante dei residenti della zona.

Un esempio per i giovani: tra studio, agricoltura e musica alpina

L’impegno scolastico e la passione per la terra

Nonostante la giovane età, Andrea non era un ragazzo qualunque. Frequentava con profitto la quarta classe dell’istituto agrario “Dalmasso” di Pianezza, dove si distingueva tra gli studenti universitari del domani per la sua dedizione. La terra e le montagne non erano per lui solo un passatempo, ma una vera e propria vocazione.

La tradizione e il trombone

Accanto al lavoro nei campi con il nonno Franco, la sua grande passione era la musica. Andrea era una colonna portante di diverse formazioni locali, portando la sua allegria ovunque suonasse il suo trombone.

«Mio figlio, nonostante la giovane età, era un ragazzo davvero determinato, una forza della natura – ricorda il padre Marco con profonda commozione – a 16 anni aveva già imparato a saldare, faceva legna, era in gamba anche nei lavori in muratura, era infaticabile».

Il dolore della Val Grande e il ricordo dei compagni

La notizia della scomparsa di Andrea Peracchione a Cantoira ha scatenato un’ondata di messaggi di cordoglio sui social network e nelle piazze del paese. Gli amici d’infanzia, i compagni di scuola e i colleghi musicisti si sono stretti attorno alla famiglia, rievocando l’immagine di un ragazzo solare e intraprendente, un vero esempio di giovani in evidenza per il territorio.

Anche il mondo della musica tradizionale piange la sua scomparsa. Enea Berardo, fondatore e leader del gruppo Li Barmenk, con cui Andrea si esibiva fin da bambino, lo ricorda così: «Andrea era un ragazzo che viveva la montagna nella sua semplicità, le caprette, i suoi formaggi, il fieno e la sua musica. Ho un ricordo che porterò sempre con me: sul palco ci teneva ad avere il gipun e le scarpe lucide come gli avevo sempre detto, in rispetto della musica e delle tradizioni».

I funerali, che richiameranno centinaia di persone da tutta la provincia, si svolgeranno domani, lunedì 15 giugno, alle 15,30 nella chiesa parrocchiale di Cantoira, il luogo dove Andrea ha condiviso i momenti più belli della sua breve ma intensa esistenza.

Una replica a “Cantoira: addio al giovane Andrea Peracchione, simbolo delle Valli di Lanzo”

  1. Sergio ha detto:

    Non ci sono parole per desctivere quello che si prova davanti a questa scomparsa se non credere comunque che questa nostra presenza terrena non sia fine a se stessa ma questo lasciare la terra comporti un destino più ricco in un luogo divino dove ci ritroveremo. Che tu Andrea possa trasmettere ai tuoi cari questa testimonianza come certezza.

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