Serra idroponica, taglio del nastro all’istituto Albert
La presentazione del nuovo polo si è svolta giovedì 23 aprile negli spazi del LanzoIncontra

Serra idroponica, taglio del nastro all’istituto Albert

Un investimento complessivo da 900mila euro, frutto della collaborazione tra enti e istituzioni nell’ambito della Strategia Nazionale Aree Interne

Istituto Albert, la nuova serra idroponica è realtà. «Un investimento sui nostri giovani, sulla loro voglia di restare, costruire e dare futuro a questo territorio», ha evidenziato il sindaco Fabrizio Vottero. La presentazione del nuovo polo si è svolta giovedì 23 aprile negli spazi del LanzoIncontra ed è poi proseguita con una visita alla nuova struttura, guidata da studenti e docenti dell’istituto che hanno accompagnato gli amministratori del territorio alla scoperta delle attività e delle tecnologie disponibili.

L’intervento – come ha ricordato anche il dirigente scolastico dell’istituto, Giorgio Vincenzo Minissale – rappresenta il fiore all’occhiello della sezione agraria dell’istituto: «È un esempio concreto di innovazione applicata alla didattica che consente agli studenti di sperimentare direttamente tecniche di coltivazione fuori suolo, sempre più diffuse nell’agricoltura contemporanea».

La serra è articolata in quattro settori indipendenti, due al coperto e due all’esterno, ciascuno dotato di un sistema a circuito idraulico chiuso che consente di ridurre gli sprechi d’acqua e monitorare con precisione la fertirrigazione: la soluzione nutritiva viene distribuita alle piante attraverso un sistema automatizzato, recuperata e reimmessa in circolo dopo analisi e correzione dei livelli dei nutrienti. «In questi anni l’istituto è cresciuto nei numeri e nell’offerta. Questo investimento è un punto di arrivo, ma soprattutto una nuova partenza: vogliamo dare ai giovani la possibilità concreta di restare e costruire qui il proprio futuro», ha sottolineato il sindaco, ringraziando il dirigente scolastico Giorgio Vincenzo Minissale e il corpo docente per il lavoro condiviso.

Un investimento complessivo da 900mila euro, frutto della collaborazione tra enti e istituzioni nell’ambito della Strategia Nazionale Aree Interne, con 390mila euro destinati alla serra e ai laboratori e 500mila euro stanziati dalla Città metropolitana di Torino. «La sintonia tra istituzioni e territorio non è scontata, ma qui è stata determinante. Conservare e rafforzare le scuole significa garantire vita ai nostri territori», ha evidenziato l’assessore all’Istruzione e referente della Strategia Aree Interne, Tina Assalto, richiamando il valore della scuola come presidio educativo e sociale.

Accanto alla serra sono stati realizzati laboratori tecnologici, tra cui quello per la trasformazione dei prodotti agricoli, che consente di completare la filiera dalla produzione alla trasformazione con attività come la produzione di formaggi e di marmellate. Il polo comprende inoltre una stazione meteorologica e spazi per la sperimentazione, ed è collegato all’edificio scolastico tramite un percorso a basso consumo energetico dotato di impianto fotovoltaico.

«Questa serra – ha dichiarato il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo – rappresenta un’infrastruttura didattica altamente innovativa. I sistemi a circuito chiuso per la gestione dell’acqua, il controllo digitale dei parametri ambientali e la possibilità di monitoraggio da remoto consentono agli studenti di confrontarsi con tecnologie già oggi centrali nell’agricoltura avanzata. È un investimento concreto su competenze tecniche spendibili nel mondo del lavoro e sulla sostenibilità dei processi produttivi». «Con questo intervento – ha commentato la consigliera metropolitana all’istruzione Caterina Greco – rafforziamo in modo significativo l’indirizzo agrario dell’istituto, che è destinato a diventare sempre più strategico per questo territorio e per l’intera area metropolitana. Offrire agli studenti spazi e strumenti adeguati significa valorizzare una filiera fondamentale e creare nuove opportunità formative e occupazionali legate all’agricoltura innovativa».

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