Fondi per bambini oncologici usati per spese personali: sequestrati 135mila euro
Cronaca nera
5 Maggio 2026
Tra gli indagati figurano i due vertici di un’associazione benefica molto nota sul territorio, regolarmente iscritta al Runts (Registro Nazionale del Terzo Settore) e beneficiaria del 5 per 1000

Fondi per bambini oncologici usati per spese personali: sequestrati 135mila euro

Operazione congiunta dei carabinieri e della Guardia di Finanza di Vercelli

VERCELLI – Una notizia che colpisce duramente lo stomaco (il contrasto tra la causa -bambini oncologici –  e l’uso dei fondi  – beni voluttuari-) ad altissimo potenziale di e indignazione: soldi che avrebbero dovuto sostenere i piccoli pazienti dei reparti di oncologia pediatrica, finiti invece in beni voluttuari e spese private. È lo scenario inquietante emerso da un’indagine congiunta di Carabinieri e Guardia di Finanza di Vercelli, che ha portato al sequestro preventivo di oltre 135 mila euro.

L’inchiesta: peculato e riciclaggio nel Terzo Settore

L’operazione, coordinata dalla Procura e dal Gip del Tribunale di Vercelli, vede coinvolte tre persone. Tra gli indagati figurano i due vertici di un’associazione benefica molto nota in tutto il territorio piemontese, peraltro regolarmente iscritta al Runts (Registro Nazionale del Terzo Settore) nonchè beneficiaria del 5 per 1000.

L’associazione aveva uno scopo nobile: organizzare eventi per raccogliere donazioni da destinare ai reparti ospedalieri nazionali specializzati nella cura dei tumori infantili. Tuttavia, secondo gli inquirenti, dietro la facciata solidale si nascondeva un sistema di distrazione sistematica del denaro.

Beni voluttuari con i soldi della beneficenza

Le indagini, nate dalla sinergia tra i militari del Nucleo Radiomobile e le Fiamme Gialle, si sono avvalse di minuziose analisi bancarie efefttuate dai militari durante la complessa indagine. La documentazione ha rivelato come una parte cospicua dei fondi raccolti venisse utilizzata per scopi privati, del tutto estranei alle finalità statutarie dell’ente.

I reati contestati a vario titolo sono pertanto gravissimi:  si tratta di peculato, riciclaggio e autoriciclaggio.

Perquisizioni e il supporto dei “Cash Dog”

Oltre al sequestro dei conti bancari, sono scattate contestualmente perquisizioni a tappeto che hanno interessato:

  • Le abitazioni degli indagati;

  • La sede dell’associazione;

  • Un negozio locale collegato all’ente, utilizzato per la vendita di prodotti a scopo benefico.

Alle operazioni ha partecipato anche l’unità cinofila “cash dog” della Guardia di Finanza di Domodossola, come noto specializzata nel fiutare denaro contante occultato.

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