Dramma al Parco della Mandria: runner sessantenne salvato dal defibrillatore e dagli altri podisti
Mentre i passanti eseguivano il massaggio cardiaco assistiti via telefono, è stato collegato il defibrillatore
Domenica mattina di paura, ma a lieto fine, all’interno del Parco naturale della Mandria. Un uomo di 60 anni, che stava correndo lungo i sentieri dell’area verde verso le 10:30, si è improvvisamente accasciato al suolo, colpito da un arresto cardiaco. A salvargli la vita sono stati il sangue freddo degli altri runner presenti, la tecnologia e la presenza di un dispositivo salvavita nel parco.
La geolocalizzazione e i soccorsi guidati al telefono
Subito dopo il malore, gli altri podisti si sono fermati per prestare i primi soccorsi e hanno lanciato l’allarme al 118. Grazie al sistema di geolocalizzazione dello smartphone, la Centrale operativa ha individuato immediatamente il punto esatto del parco, un’area vastissima dove spesso è difficile dare punti di riferimento precisi.
La svolta decisiva è arrivata grazie alle “istruzioni pre-arrivo” fornite al telefono dall’operatore del 118. L’infermiere in linea ha guidato passo dopo passo i presenti nelle manovre di rianimazione cardiopolmonare. Nel frattempo, un guardiaparco si è precipitato a recuperare il defibrillatore automatico esterno (Dae) presente nella struttura.
Due scariche del Dae e il cuore torna a battere
Mentre i passanti eseguivano il massaggio cardiaco assistiti via telefono, è stato collegato il defibrillatore. Dopo due scariche elettriche erogate dal dispositivo, il cuore del sessantenne ha ripreso a battere.
Pochi minuti dopo è giunta sul posto l’ambulanza di soccorso avanzato inviata dalla Centrale operativa. L’uomo è stato stabilizzato dall’équipe medica e trasportato d’urgenza in codice rosso all’ospedale Giovanni Bosco di Torino, dove si trova ora ricoverato nel reparto di terapia intensiva.
Le istituzioni: «La catena dei soccorsi ha funzionato, il Piemonte è un’eccellenza»
L’episodio ha raccolto il plauso dei vertici della sanità piemontese. L’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, ha commentato:
«Il tempestivo intervento dei presenti, il supporto della Centrale 118, la disponibilità del Dae e il rapido arrivo dei soccorsi hanno consentito di salvare una vita. Per questo continuiamo a investire nella diffusione dei defibrillatori, nella formazione dei cittadini e nel rafforzamento del sistema dell’emergenza-urgenza».
Sulla stessa linea Massimo D’Angelo, direttore generale di Azienda Zero Piemonte:
«Episodi come questo confermano il valore di un’organizzazione capace di prendere in carico il paziente fin dai primi istanti. La qualità della risposta all’emergenza comincia già durante la chiamata, guidando con chiarezza chi non è un professionista».
Infine, Roberto Gioachin, direttore del 118 di Torino, ha voluto sottolineare l’importanza del fattore umano:
«L’azione dei presenti è stata determinante, così come la scelta di affidarsi alla Centrale operativa per agire nel modo più pronto ed efficace possibile».

