(VIDEO) Festival No Tav Alta Felicità: Meloni e Piantedosi ai cantieri. Il Movimento replica: “Ci siamo e ci saremo”
Sopralluogo del Governo a Chiomonte dopo gli scontri. Oltre 800 identificati tra i manifestanti, ma dalla conferenza stampa di Venaus gli attivisti rilanciano la mobilitazione
È alta la tensione delle istituzioni in Val di Susa. A margine della decima edizione del Festival No Tav Alta Felicità svoltosi a Venaus, la premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sono giunti questa mattina in elicottero presso il cantiere della Torino-Lione a Chiomonte per un sopralluogo urgente dopo i disordini di sabato pomeriggio.
Ad accogliere i rappresentanti del Governo sul posto erano presenti il Capo della Polizia Vittorio Pisani, il Prefetto di Torino Donato Cafagna e il Questore Massimo Gambino.
Il sopralluogo di Meloni e Piantedosi dopo gli assalti ai cantieri
Nel corso della visita alle strutture danneggiate, la premier Giorgia Meloni ha espresso il pieno sostegno dello Stato alle forze dell’ordine e ai lavoratori impegnati nell’opera. “Questo non è dissenso, è violenza organizzata e premeditata. La magistratura faccia il massimo per assicurare i responsabili alla giustizia”, ha dichiarato la premier.
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Allo stesso modo, il ministro Matteo Piantedosi ha denunciato la presenza di un’internazionale della violenza e del disordine, sottolineando la necessità che tutte le forze politiche prendano le distanze senza ambiguità dai gruppi eversivi. Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha telefonato al titolare del Viminale per trasmettere la propria vicinanza e il ringraziamento ai 120 agenti rimasti feriti.
Il bilancio dei danni a Chiomonte e le indagini della Procura
La società costruttrice TELT ha stimato danni durante le marce del Festival No Tav Alta Felicità per circa un milione di euro tra uffici, container, recinzioni e mezzi da lavoro distrutti o incendiati. Tra i reparti di pubblica sicurezza si contano oltre 120 feriti.
Nel frattempo, le indagini coordinate dalla Procura di Torino, guidata dal Procuratore Giovanni Bombardieri, procedono per il reato di devastazione. Nelle ultime ore, gli investigatori della Digos hanno fermato quattro antagonisti provenienti da Francia, Germania e Belgio, mentre sono stati sequestrati ordigni artigianali, molotov e maschere antigas.
Oltre 800 identificati nei controlli. La risposta del Movimento: “La lotta rende giovani”
Parallelamente agli accertamenti giudiziari, la Questura di Torino ha mantenuto un imponente dispositivo di sicurezza. Nelle fasi di smontaggio delle strutture del Festival No Tav Alta Felicità a Venaus, le forze dell’ordine hanno istituito stringenti posti di blocco, sottoponendo a controllo e identificazione oltre 800 persone in transito lungo le vie d’accesso. Le attività, ha reso noto la Questura, sono infatti finalizzate all’identificazione di tutti coloro che hanno partecipato al campeggio allestito in occasione della manifestazione.
La risposta degli attivisti non si è fatta attendere. Proprio per denunciare questa stretta, il Movimento ha convocato una conferenza stampa d’urgenza direttamente da Venaus, respingendo l’ipotesi di arretramento. Definendo i blocchi stradali come una “chiara prova di forza della questura e del governo”, gli organizzatori hanno chiamato a raccolta i simpatizzanti. “C’eravamo, ci siamo e ci saremo”, hanno dichiarato i portavoce, ribadendo che, di fronte alle identificazioni, il Movimento è pronto a rilanciare perché “la lotta rende giovani”. Un messaggio che preannuncia il mantenimento di un altissimo livello di mobilitazione per i prossimi mesi.
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