(VIDEO) Festival No Tav Alta Felicità: Meloni e Piantedosi ai cantieri. Il Movimento replica: “Manifestiamo fino al 2 agosto”
Cronaca
27 Luglio 2026
Sviluppi politici in Val Susa

(VIDEO) Festival No Tav Alta Felicità: Meloni e Piantedosi ai cantieri. Il Movimento replica: “Manifestiamo fino al 2 agosto”

Sopralluogo del Governo a Chiomonte dopo gli scontri. Oltre 800 identificati tra i manifestanti, ma dalla conferenza stampa di Venaus gli attivisti rilanciano la mobilitazione

Ultimo aggiornamento: 29 luglio ore 18.58

Ad accogliere i rappresentanti del Governo sul posto erano presenti il Capo della Polizia Vittorio Pisani, il Prefetto di Torino Donato Cafagna e il Questore Massimo Gambino.

Il sopralluogo di Meloni e Piantedosi dopo gli assalti ai cantieri

Nel corso della visita alle strutture danneggiate, la premier Giorgia Meloni ha espresso il pieno sostegno dello Stato alle forze dell’ordine e ai lavoratori impegnati nell’opera. “Questo non è dissenso, è violenza organizzata e premeditata. La magistratura faccia il massimo per assicurare i responsabili alla giustizia”, ha dichiarato la premier.

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Allo stesso modo, il ministro Matteo Piantedosi ha denunciato la presenza di un’internazionale della violenza e del disordine, sottolineando la necessità che tutte le forze politiche prendano le distanze senza ambiguità dai gruppi eversivi. Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha telefonato al titolare del Viminale per trasmettere la propria vicinanza e il ringraziamento ai 120 agenti rimasti feriti.

Il bilancio dei danni a Chiomonte e le indagini della Procura

La società costruttrice TELT ha stimato danni durante le marce del Festival No Tav Alta Felicità per circa un milione di euro tra uffici, container, recinzioni e mezzi da lavoro distrutti o incendiati. Tra i reparti di pubblica sicurezza si contano oltre 120 feriti.

Nel frattempo, le indagini coordinate dalla Procura di Torino, guidata dal Procuratore Giovanni Bombardieri, procedono per il reato di devastazione. Nelle ultime ore, gli investigatori della Digos hanno fermato quattro antagonisti provenienti da Francia, Germania e Belgio, mentre sono stati sequestrati ordigni artigianali, molotov e maschere antigas.

Oltre 800 identificati nei controlli. La risposta del Movimento: “La lotta rende giovani”

Parallelamente agli accertamenti giudiziari, la Questura di Torino ha mantenuto un imponente dispositivo di sicurezza. Nelle fasi di smontaggio delle strutture del Festival No Tav Alta Felicità a Venaus, le forze dell’ordine hanno istituito stringenti posti di blocco, sottoponendo a controllo e identificazione oltre 800 persone in transito lungo le vie d’accesso. Le attività, ha reso noto la Questura, sono infatti finalizzate all’identificazione di tutti coloro che hanno partecipato al campeggio allestito in occasione della manifestazione.

La risposta degli attivisti non si è fatta attendere. Proprio per denunciare questa stretta, il Movimento ha convocato una conferenza stampa d’urgenza direttamente da Venaus, respingendo l’ipotesi di arretramento. Definendo i blocchi stradali come una “chiara prova di forza della questura e del governo”, gli organizzatori hanno chiamato a raccolta i simpatizzanti. “C’eravamo, ci siamo e ci saremo”, hanno dichiarato i portavoce, ribadendo che, di fronte alle identificazioni, il Movimento è pronto a rilanciare perché “la lotta rende giovani”. Un messaggio che preannuncia il mantenimento di un altissimo livello di mobilitazione per i prossimi mesi.

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La conferenza stampa del Movimento No Tav a Venaus questa mattina, 27 luglio

L’annunico : “Il campeggio di contestazione continua sulla piana dal 30 luglio al 2 agosto”

In un comunicato del 29 luglio i NoTav annunciano che la contestazione continuerà. Dal festival Alta Felicità le tende dei manifestanti si sposteranno sulla piana di Susa, esattamente sui terreni espropriati.

“In un momento come questo – scrivono – dopo l’importante giornata di lotta del 25 luglio, in una settimana in cui il mondo della politica e dell’opinionismo alza gli scudi a difesa del TAV e dei militari che la difendono, stiamo assistendo a uno spettacolo per quanto eccezionale, estremamente chiaro e normale. Una giornata di lotta da un lato, un tentativo di delegittimazione di chi resiste dall’altro. Questo è quello che accade da 30 anni in val di Susa, e non solo. Questo è quello che accade ogni qual volta il monopolio della violenza dello Stato viene, per un pomeriggio o un’intera nottata, messo in discussione. Facciamo appello alla solidarietà e invitiamo a tenere alta l’attenzione sulle prossime giornate.
Giovedi 30, dalle 10 di mattina, invitiamo tutte e tutti a supportare il montaggio del campeggio nel presidio di Traduerivi. Non lasciamo nessunx solo di fronte la vigliaccheria dello Stato, chi devasta sono gli operai di Telt e la polizia. Con il pensiero rivolto ai due compagni tedeschi nel carcere delle Vallette, fermati dopo la manifestazione del 25 luglio, diamo inizio alla settimana di lotta nella Piana di Susa”.

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