La maxi frode sulle videoslot, se nei guai va ci va anche l’industria del gioco d’azzardo
Cronaca
31 Agosto 2026
OPERAZIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA

La maxi frode sulle videoslot, se nei guai va ci va anche l’industria del gioco d’azzardo

I militari delle Fiamme Gialle individuano una rete industriale tra Torino, Roma, Milano e altre quattro province: utilizzavano software pirata con i marchi di Batman, Flash e Speedy Gonzales. Sequestrate oltre 4.600 schede AWP, codici sorgente e 43 mila materiali promozionali

TORINO – Un giro d’affari illegale da circa 9,5 milioni di dollari e una filiera industriale strutturata per produrre e distribuire su scala nazionale centinaia di schede di gioco illegali. È il bilancio dell’operazione “Leggenda svelata”, condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Torino sotto il coordinamento della Procura della Repubblica subalpina.

L’indagine, che ha visto la chiusura della fase di indagini preliminari, ha smantellato un sistema fraudolento legato alla produzione di apparecchi da intrattenimento della tipologia AWP/NewSlot2 (i dispositivi con vincita in denaro collegati alla rete telematica dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli).

Dai controlli nelle sale slot alla rete nazionale

Tutto è partito da un capillare monitoraggio del territorio torinese. Durante i controlli all’interno di alcune sale slot locali, i finanzieri hanno notato la presenza di apparecchi NewSlot2 nei quali venivano impiegati software e interfacce grafiche con i volti di celebri personaggi dei cartoni animati e dei fumetti: da Speedy Gonzales e Flash fino all’universo di Batman (Joker, Catwoman, Harley Quinn e Riddler).

Gli accertamenti hanno rivelato che i marchi figurativi e le iconografie protette da diritto d’autore venivano utilizzati in modo del tutto abusivo, privo delle necessarie licenze.

Su disposizione della Procura torinese, sono scattate le perquisizioni a raggio nazionale che hanno interessato diverse province italiane: Torino, Imperia, Cesena, Roma, Milano e Ravenna.

Il sequestro: schede, codici sorgente e materiale promozionale

L’analisi della documentazione contabile e informatica ha consentito di ricostruire l’intera catena produttiva e distributiva, identificando sia i programmatori dei software sia le aziende fornitrici.

L’operazione ha portato al sequestro probatorio di:

  • Oltre 4.600 schede di gioco (installate o pronte per l’uso in bar e sale slot in tutta Italia);
  • I codici sorgente dei software pirata e gli archivi grafici impiegati;
  • Circa 43.000 pezzi tra vetrofanie promozionali e manuali esplicativi riportanti i marchi contraffatti.

I dispositivi sono stati scollegati dal totalizzatore nazionale dell’ADM e ritirati dal mercato con il supporto dei concessionari di gioco, per poi essere concentrati presso l’impresa produttrice delle schede, avente sede proprio in provincia di Torino.

I reati contestati

Amministratori e titolari delle aziende coinvolte sono accusati a vario titolo di contraffazione e violazione della legge sul diritto d’autore per aver preso parte alla fabbricazione delle schede, allo sviluppo del software e alla realizzazione della grafica.

L’azione delle Fiamme Gialle mira a tutelare la proprietà intellettuale e a reprimere forme di concorrenza sleale che danneggiano gli operatori trasparenti del settore del gioco legale. Per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino all’eventuale condanna definitiva.

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