Anniversario Generale Dalla Chiesa a Venaria Reale: intitolato il giardino alla moglie Emanuela
Cerimonia istituzionale in memoria delle vittime della mafia, con la deposizione della corona d'alloro e gli interventi delle autorità civili e militari
Nella giornata di giovedì 3 settembre 2026, la comunità di Venaria Reale si è stretta nel ricordo delle vittime della strage mafiosa di Palermo. Durante la commemorazione del 44° anniversario Generale Dalla Chiesa, l’Amministrazione comunale ha ufficialmente intitolato il giardino alla moglie di Dalla Chiesa, Emanuela Setti Carraro, in via F. Petrarca 104.
I momenti salienti della commemorazione
La cerimonia istituzionale ha scandito momenti di profondo rispetto, radunando autorità civili, militari, religiose, Associazioni d’Arma e cittadini. Le celebrazioni si sono aperte con un primo omaggio floreale tributato dalle Autorità in via Carlo Alberto Dalla Chiesa. Successivamente, alle ore 17:15, i Gonfaloni e i Labari si sono schierati presso il nuovo Giardino Emanuela Setti Carraro per gli onori ai caduti: l’inizio della cerimonia vera e propria ha visto quindi la deposizione della corona d’alloro in memoria del Generale, di Emanuela Setti Carraro e dell’Agente Domenico Russo, momento toccante suggellato dalle note solenni del Silenzio Istituzionale.
Le parole delle Istituzioni
La forza della legalità quotidiana è stata il cuore degli interventi commemorativi. Il Sindaco di Venaria Reale Fabio Giulivi e il presidente del consiglio comunale Andrea Carlomagno hanno rimarcato l’impegno delle istituzioni e il legame con il territorio.
Come ha ricordato il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Venaria Reale è il Maggiore Silverio Gesuè: “Oggi, a 1400 chilometri da Palermo, il lascito di quel 3 settembre 1982 si misura nei fatti. Ne è la prova tangibile l’immobile di Venaria confiscato alla criminalità organizzata e recentemente trasformato, grazie alla rete delle istituzioni, nel primo rifugio in Italia per ragazze minorenni vittime di violenza. Un segno chiaro che lo Stato continua a fare la sua parte”.

