Vestire il sogno: i segreti dell’Atelier SoniaLova
C’è un filo invisibile che unisce trentacinque anni di esperienza sartoriale alla freschezza di una continua ricerca stilistica. Nel cuore del mondo wedding piemontese, l’Atelier SoniaLova nuova apertura in via Bibiana 97 a Torino per chi cerca non semplicemente un abito, ma un’emozione da indossare. A raccontarci la filosofia del brand, tra tradizione sartoriale e una visione innovativa del giorno del sì, è la titolare Giovanna Lovaglio, una vita dedicata a esaudire i desideri di spose, debuttanti e protagoniste di grandi eventi.
Giovanna, anni di attività nel settore wedding significano aver attraversato epoche, stili e cambiamenti demografici profondi. Oggi inizia una nuova avventura tutta personale: con quali obiettivi? «L’obiettivo principale è affiancarmi all’atelier L’Uomo Drink di mio fratello Carlo Lovaglio, per regalare alle coppie un’armoniosa unione anche di stile e bellezza. È un traguardo emozionale, ricco di entusiasmanti idee e novità pensate per far vivere ai futuri sposi un’esperienza coordinata e perfetta sotto ogni punto di vista».
Quali sono le novità del suo atelier per le spose 2027/28? «Stiamo lavorando a una speciale Capsule sartoriale di abiti esclusivi, creati artigianalmente in collaborazione con l’esperienza preziosa di una sarta di fiducia. Questa collezione verrà presentata in anteprima a Sposi In e nel corso di una sfilata in autunno. Giocheremo con colori, design e abiti rigorosamente adattabili alla personalità di chi li indossa, affinché la sposa sia pienamente soddisfatta, al di là del prezzo».
Cosa cerca realmente la sposa di oggi quando varca la soglia del vostro atelier? «La ricercatezza dei dettagli e un forte legame stilistico con lo sposo e con l’intero entourage. Il nostro compito è aiutarla a realizzarlo, individuando la palette cromatica, i tessuti e gli accessori giusti per creare quel fil rouge capace di rendere unico il momento più importante della loro vita».
Qual è, secondo lei, l’elemento più innovativo di questa nuova collezione? «Senza dubbio l’abito componibile e modulare. Creazioni che si trasformano passando dalla cerimonia in chiesa al ricevimento, fino al dopo-cena e ai grandi eventi. L’abito lungo può trasformarsi in corto o rivelare un pantalone, abbinandosi a una giacca smoking dal tocco più chill. È un modo per giocare con la fantasia, sorprendendo la sposa e gli invitati, e dando persino una seconda vita all’abito dopo il matrimonio».
Nel corso della sua lunga carriera ci saranno state richieste insolite o sfide complesse… «Certamente, ma per noi “difficile” non significa impossibile, purché si conservi l’eleganza. Ricordo con piacere la creazione di abiti “lui e lei” in perfetto stile noir, ispirati al mondo di Dracula, dove abbiamo centrato appieno lo stile desiderato. Lo stesso vale per la realizzazione su misura di abiti plus size capaci di mantenere intatti la sobrietà e la felicità degli sposi, oppure per collezioni di cerimonia ispirate alle tinte pastello e alla leggerezza del mare, fino a omaggiare la stravaganza e l’originalità di alcune coppie omosessuali».
Per concludere, quale consiglio si sente di dare ai futuri sposi che si apprestano a scegliere l’abito nuziale? « Indossare l’abito da sposa deve rimanere un’emozione irripetibile. Il mio consiglio è di visitare al massimo tre atelier e di recarsi agli appuntamenti da soli in un primo momento, per scegliere senza condizionamenti esterni l’atelier che ispira più fiducia e sicurezza, e soprattutto l’abito che fa battere il cuore e diventa un tutt’uno con la propria persona».

