Sanità, il CUP regionale è di nuovo KO. Valle (PD): «Azienda Zero e la Giunta chiariscano sulle penali»
Sito web e applicazione mobile di nuovo bloccati. Il vicepresidente della Commissione Sanità chiede conto delle contestazioni annunciate nei confronti del gestore: si attende la risposta ufficiale dall'Assessorato di Federico Riboldi
TORINO – Un nuovo blocco del sistema di prenotazione sanitaria torna a paralizzare l’accesso alle prestazioni per migliaia di cittadini piemontesi. Da ieri il portale web e l’applicazione mobile del CUP Piemonte risultano completamente indisponibili, riproponendo l’ennesimo disservizio per la piattaforma regionale che dovrebbe, al contrario, agevolare la fissazione di visite ed esami.
Sulla vicenda è intervenuto con durezza Daniele Valle, consigliere regionale del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione Sanità di Palazzo Lascaris, annunciando un’iniziativa d’aula per fare luce sul blocco e sollecitando una risposta chiara da parte dell’Assessorato regionale alla Sanità.
«Siamo punto e a capo: le penali sono state applicate?»
L’affondo di Valle muove dalle rassicurazioni fornite soltanto poche settimane fa durante un’audizione istituzionale. In quell’occasione, l’assessore alla Sanità Federico Riboldi e i vertici di Azienda Zero avevano riconosciuto apertamente le criticità del sistema, annunciando l’avvio delle procedure per contestare al gestore penali contrattuali e richiedendo chiarimenti sul mancato rispetto del capitolato per le prenotazioni telefoniche.
«Ora siamo punto e a capo», attacca Daniele Valle. «Chiederemo conto ad Azienda Zero e all’Assessorato non soltanto delle cause tecniche di questo nuovo blocco, ma pretenderemo di verificare se quelle penali annunciate siano state effettivamente contestate e applicate, per quali importi e quali contromisure immediate siano state pretese dal gestore per evitare il ripetersi di questi continui blackout».
Piemonte ultimo in Italia per prese in carico dal CUP
I nuovi disservizi informatici vanno ad aggravare un quadro strutturale già fortemente compromesso dal tema delle liste d’attesa. I dati elaborati da Agenas (l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) collocano infatti il Piemonte all’ultimo posto in Italia per volume di prese in carico gestite direttamente attraverso il CUP, con una media di appena 269,1 operazioni ogni mille abitanti.
«Aggiungere a una situazione già complessa anche l’impossibilità materiale di collegarsi al portale o all’applicazione significa erigere un ulteriore ostacolo davanti ai cittadini che cercano di esercitare il proprio diritto alla salute», prosegue il vicepresidente della Commissione Sanità. «Il CUP dovrebbe rappresentare la porta d’ingresso della sanità piemontese. Se quella porta continua a rimanere sbarrata per motivi tecnici, la Regione non può limitarsi a prendere atto del disservizio: deve far valere fino in fondo le clausole e gli strumenti contrattuali a tutela degli utenti».
In attesa del riscontro dall’Assessorato
Sulla nuova interruzione del servizio e sulle contestazioni sollevate dall’opposizione si attende ora una risposta ufficiale da parte dell’Assessorato regionale alla Sanità e dei tecnici di Azienda Zero, chiamati a chiarire la natura del guasto, le tempistiche di ripristino e lo stato effettivo dei provvedimenti disciplinari a carico della società di gestione.

