Ventisette negozi in più
Economia e Lavoro
21 Febbraio 2012

Ventisette negozi in più

Ventisette nuovi esercizi commerciali hanno trovato sede a Rivarolo.
L’anno 2011 si è chiuso positivamente per il settore del terziario rivarolese, che può vantare, rispetto ad altri Comuni limitrofi, offerte più ampie per i consumatori che spaziano nelle diverse aree merceologiche.
Segnale che va forse un po’ controcorrente, in una situazione dominata dalla crisi economica e dal rischio di fallimento dell’economia italiana; oppure un dato che drammaticamente sottolinea la perdita del lavoro o la ricerca di un posto che non si trova facilmente e che determina, nelle persone, la voglia di rimettersi in gioco e di diventare imprenditori di se stessi.
«Credo che sia un dato comunque positivo che in Rivarolo abbiano aperto 27 nuovi negozi, ma credo che sia dovuto al fatto che in giro di lavoro ce n’è poco e non è facile trovarlo, soprattutto per i giovani – dice Ida Chiarle, presidente dell’Ascom di Rivarolo – In qualche modo ci si deve azionare contro questa crisi economica che ogni giorno ci viene ricordata dai mezzi di informazione».
Le nuove attività possono trovare nell’Ascom anche un aiuto su come avviare il proprio negozio e come mantenerlo in vita successivamente.
«Trattandosi di una scelta del singolo, non tutte le nuove attività aderiscono all’Ascom, ma devo dire che molti si associano e credo sia un fatto positivo – prosegue Ida Chiarle – C’è bisogno di avere qualcuno alle spalle e l’Ascom, con i suoi corsi di formazione, cerca di dare delle basi solide a chi vuole avventurarsi nel terziario».
I settori merceologici toccati dalle 27 nuove attività rivarolesi riguardano, nella fattispecie: 18 negozi in sede fissa, come l’abbigliamento, accessori, cartolerie o simili; 3 nuovi esercizi commerciali fissi all’interno di centri commerciali; 4 nuovi punti rientranti nella categoria di somministrazione alimenti e bevande e infine 2 parrucchieri ed estetiste.
Un impulso al mercato rivarolese e non solo, che diviene vetrina per tutto il territorio, ma che tuttavia non ha dato i segnali sperati durante le festività natalizie e i recenti saldi: «Purtroppo la frenata c’è stata, i consumatori hanno molta paura, timore di quello che riserva il futuro. La nostra speranza è che la riforma Monti possa dare incentivi al mercato del lavoro e dare possibilità ai giovani di inserirsi. Se questo accadrà, di sicuro le persone avranno di nuovo la fiducia di prima», conclude Ida Chiarle.

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