«Le Valli di Lanzo sono per natura e storia il fulcro del Green New Deal di stampo europeo»
Dall'uso delle risorse europee del Recovery Plan alla irrinunciabile valorizzazione delle aree montane, rurali, interne e a vocazione agricola del Paese
«Alle cooperative di comunità ad esempio, forme di impresa che non nascono da un singolo, ma da un’intera comunità che svolge mestieri insieme, a vantaggio della comunità stessa. Ha come fine il bene comune, gli utili per tutti. Non è comunismo, non è capitalismo, ma la ‘terza via’ è la comunità. I borghi già ce lo fanno sperimentare. Guardo anche alle associazioni fondiarie, che pure nelle Valli di Lanzo e nel Canavese stiamo sperimentando per superare la frammentazione delle superfici e ripensare una nuova agricoltura estensiva, con imprese nuove, giovani, dinamiche e naturalmente con un’impronta ecologica che rispetta natura, ambiente, territori. Penso ancora alla capacità anche dei Comuni di lavorare insieme, di essere uniti nelle Unioni. Non è solo un obbligo, bensì un’esigenza democratica che anche qui sperimentiamo. Penso ancora alle ‘infermiere di comunità’ quale nuova forma di welfare per i nostri territori».

