Festa delle Guide Alpine, una giornata emozionante a Balme
Cronaca bianca, Prima pagina
9 Agosto 2021
Il piccolo paese della Val d'Ala è stato accolto nel prestigioso circuito dei Villaggi degli Alpinisti

Festa delle Guide Alpine, una giornata emozionante a Balme

Tra i molti che hanno assistito alla manifestazione c’era anche la sindaca di Torino, Chiara Appendino

È stata davvero una giornata emozionante domenica per la prima Festa delle Guide Alpine che si è svolta a Balme, un paese simbolo di questa professione che, da pochi mesi, è anche stato accolto nel prestigioso circuito dei Villaggi degli Alpinisti (Bergsteigerdorfer). «Siamo molto soddisfatti anche per la partecipazione di molte vecchie guide alpine con il loro abito tradizionale e dei turisti che si sono fermati per assistere all’esibizione quando le guide si sono calate dal campanile», ammettono Gianni Castagneri e Silvia Boscarato, rispettivamente sindaco e vicesindaco di Balme. Tra i molti che hanno assistito alla festa c’era anche la sindaca di Torino, Chiara Appendino. In tanti anche quelli che hanno ascoltato lo storico Giorgio Inaudi relazionare su «Storia delle guide alpine valligiane», un lungo e affascinante racconto al quale è seguita la visita al museo e dell’illustrazione delle nuove attrezzature da parte delle giovani guide. E in paese, dopo diversi anni, ce ne sono due nuove: Giovanni Castagneri, il figlio dell’ex postino del paese, ed Andrea Carelli, figlio del vicesindaco. «Ieri come oggi la guida alpina è una sorta di mediatore tra il cittadino e il mondo dell’alta montagna, in un rapporto che è evoluto nel tempo ma rimane importante, soprattutto in un paese come Balme, che da poco è stato accolto nel ristrettissimo club dei “Villaggi degli alpinisti”, in riconoscimento delle sue montagne ma anche e soprattutto della sua storia», spiega la Boscarato. Una storia iniziata quando ancora la montagna era densamente popolata ed iniziò a essere frequentata in estate dalla borghesia e dalla nobiltà cittadina. Che aprì diverse opportunità di lavoro ai residenti. «Nei villaggi più elevati, pastori, cacciatori e contrabbandieri, interpretando con perspicacia le nuove opportunità – illustra Gianni Castagneri – convertirono presto le acquisite abilità a frequentare colli e montagne, mettendosi a servizio di studiosi e benestanti che cercavano, pagandoli, accompagnatori locali per conquistare le vette della zona. Nascevano così le guide alpine, promosse e certificate dal Club Alpino Italiano e che, come nel caso di Balme, toccarono quasi ogni famiglia».

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