Ambiente, Politica, Prima pagina
30 Gennaio 2024

«Paradosso autovelox, ormai sono più pericolosi che utili»

La polemica garbata e arguta dell'ambientalista ciriacese ai tempi di Fleximan

di Toni Farina*

Auto, velox! (vita velox) Un paradosso, una dei tanti paradossi italici. I controlli di velocità sulle strade: sei avvisato in tempo utile a rallentare, per cui in realtà lo scopo, il vero scopo, viene meno. Ammettiamolo, non è una cosa seria. Anzi, a dire il vero, a essere sinceri fino in fondo, si tratta di una buffonata. Una delle tante che caratterizzano un Paese dove il rispetto delle regole è un optional. Passata la sorpresa iniziale, il breve periodo in cui le multe fioccano, grazie ai social la notizia circola e le multe diventano un’esclusiva dei non habituè o dei distratti (cavolo, l’autovelox!). Il risultato quotidiano è una colonna di auto che frena all’unisono, salvo riprendere l’andatura abituale poco dopo. Più pericoloso che utile, insomma. E neppure serve più di tanto a rimpinguare le agonizzanti casse dei Comuni, cosa che peraltro sarebbe anche opportuna.

In opposizione agli autovelox sono nati gruppi agguerriti e organizzati. E ha fatto notizia l’accaduto di Cadoneghe, nel Padovano, dove alcuni fra i multati sono passati alle vie di fatto, mettendo fuori uso le apparecchiature. Nel Padovano, l’operoso nord est, dove fra un campanile, un capannone e una villetta la velocità è denaro. Il tempo è denaro, non basta mai, e le regole “ci vogliono” certo, ma prima ci vuole il buon senso…

Probabilmente non ho avuto buon senso quella volta che ho avuto a che dire con un corriere parcheggiato sulla ciclabile “Che c…o vuoi, io lavoro!”, la sua replica veemente. Il fatto che io andassi a lavorare era irrilevante. Lui doveva consegnare – che so – un aggeggino elettronico ordinato su Amazon, immagino atteso con trepidazione da almeno due giorni. Un farmaco salva vita. E forse era così. Si corre insomma. Sulle strade e sui sentieri tra i monti. Nel tempo che si definisce “libero”. “Progresso scorsoio”, così definiva questo modello socio economico il poeta veneto Andrea Zanzotto, ispirato dalla sua regione. Ci manca Zanzotto, e ci manca pure la Francesco di Giacomo, la sua voce unica: “E ora io domando tempo al tempo ed egli mi risponde non ne ho!”.

Il concept album si intitola Darwin. Il tema è l’evoluzione. A che punto siamo arrivati?

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