Al via le riprese del docufilm su Destefanis, il filantropo vaudese
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29 Gennaio 2026
Il film a 100 anni dalla scomparsa del benefattore

Al via le riprese del docufilm su Destefanis, il filantropo vaudese

Il primo ciak sabato, riprese a Torino, Vauda, Front

Sabato 31 gennaio prenderanno ufficialmente il via le riprese della docufiction “Giuseppe Destefanis – Un’eredità di pietra e cuore”, progetto cinematografico dedicato alla figura dell’ingegnere Giuseppe Destefanis a cento anni dalla scomparsa, uomo di grande valore civile, tecnico innovatore e benefattore del territorio canavesano.

Promosso dai Comuni di Front e Vauda Canavese e diretto dal regista Eraldo Enrietti, il film nasce con l’obiettivo di restituire alla memoria collettiva una personalità oggi poco conosciuta dal grande pubblico, ma che ha lasciato un’impronta profonda e duratura nella storia architettonica, sociale e umana del Piemonte. Per questo motivo la Regione Piemonte ha concesso il Patrocinio e la Film Commission Torino Piemonte ha messo a disposizione la sua struttura.

Le riprese coinvolgeranno luoghi simbolici legati alla vita e all’attività dell’ingegnere, tra cui Front Canavese, Vauda Inferiore e Torino, territori che ancora oggi custodiscono testimonianze concrete del suo operato: chiese, edifici pubblici e interventi strutturali. La prima proiezione della docufiction è prevista per il 13 ottobre 2026, esattamente cento anni dopo la morte di Giuseppe Destefanis. Una scelta che intende trasformare l’anniversario in un momento di memoria condivisa, restituendo alla collettività la figura di un uomo che ha costruito opere durature e seminato valori destinati a superare il tempo.

Nato il 18 aprile 1861, Destefanis studia dai salesiani al collegio “San Filippo Neri di Lanzo. Nonostante abbia perduto giovanissimo il padre, continua a a studiare e nel 1889 a Padova si laurea in Ingegneria. I suoi lavori sono sempre più apprezzati, fino ad affermarsi tra i progettisti più richiesti tant’è che viene insignito del titolo di Cavaliere della Corona d’Italia. Grazie al lavoro costruisce una piccola fortuna personale, ma nonostante gli onori il rapporto con Front e Vauda, i paesi dove ha vissuto gli anni della giovinezza non si spezzano. Per i due centri disegna alcune opere: la facciata in stile classico della chiesa parrocchiale di Front, le decorazioni della chiesa di Vauda Inferiore, la canonica rifatta dietro i suoi disegni e il campanile (una delle prime strutture di questo tipo adottate in Piemonte insieme all’uso della tecnica del cemento armato per la struttura portante). Morirà a Torino nel 1926: nel suo testamento destina al Comune di Front il castello, i terreni di sua proprietà e la somma di 700 mila lire, facendo obbligo al Comune di costruire una casa di ricovero per poveri vecchi. Altre 150 mila sono legate alla costruzione di un asilo infantile. Al Comune di Vauda lascia 100 mila lira per la costruzione dell’asilo infantile. Nel lascito dispone anche delle donazioni al Regio Istituto dei sordomuti, all’ospedale San Giovanni per la cura del cancro e alla Città di Torino a favore dell’insegnamento professionale edile.

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