Un pugno alla diversità per promuovere l’inclusività
Salute, Società, Solidarietà, Sport
29 Aprile 2026
Federico Immormino, una storia di sport e lotta alla diversità

Un pugno alla diversità per promuovere l’inclusività

Due volte a settimana dal 2007 entra in vasca con i disabili per fare psicomotricità con i disabili ospiti della Cooperativa Valdocco con cui ha creato un legame molto forte di amicizia e affetto

Loredana Tursi 

Da tecnico per diventare arbitro federale nel pugilato ad assistente nuoto disabili in piscina, Federico Immormino racconta la sua vita legata al desiderio di maggiore inclusività. “Con la laurea breve in studi internazionali, ho iniziato ad avvicinarmi al pugilato a 19 anni, motivato dal pugile professionista Manno Benoit, pluricampione italiano ed europeo, successivamente sono diventato arbitro giudice per 6 anni. – dichiara Immormino –  Ad oggi sto conseguendo il corso da istruttore tecnico ma parallelamente al pugilato ho conseguito il corso da istruttore di nuoto, specializzandomi in acquaticità e disabilità.  Due volte a settimana dal 2007 entro in vasca con i disabili per fare psicomotricità con i disabili ospiti adulti della Cooperativa Valdocco di Torino con cui ho creato un legame molto forte di amicizia e affetto. Loro svolgono questa attività all’interno della loro permanenza nel centro diurno per mantenersi in movimento, superare i propri limiti e alleggerire anche un pò le famiglie dalle difficoltà quotidiane. La disabilità mi ha aperto gli occhi sulle fortune che tutti i giorni abbiamo sotto gli occhi e che spesso non apprezziamo”. Quale è la sua più grande soddisfazione? “Essere chiamato fratello e sentirsi dire Ti voglio bene, ma soprattutto vedere come molti di loro dal 2017 sono diventati indipendenti nel nuoto a volte li gestisco anche dal di fuori della vasca se non ci sono coloro che invece ne hanno bisogno, proprio per stimolarli sempre di più.”  Oggi si parla tanto della necessità di inclusività cosa si potrebbe fare ulteriormente? “Oltre alla condivisione con il pubblico degli spogliatoi, come atto di normalità, credo che sia fondamentale far fare loro acquaticità quando ci sono le scolaresche perché l’inclusività passa attraverso i giovani che devono acquisire sani valori sociali”.  In cosa l’altra sua attività del pugilato è inclusiva a suo parere? “L’obiettivo di questo sport è quello di essere accessibile economicamente a tutti per allontanare più giovani possibile dalla violenza gratuita della strada. Pugilato è gestione e controllo della propria forza e rabbia difronte anche alla diversità. Un pugno dato inconsapevolmente fuori può anche uccidere una persona per cui bisogna essere consapevoli e avviare una progettazione strutturata per insegnare ai giovani nelle scuole ad accettare il diverso”.

Una replica a “Un pugno alla diversità per promuovere l’inclusività”

  1. Pacifico Riccardo ha detto:

    Mitico

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