Ambiente, Prima pagina, Viabilità
31 Maggio 2026
Gli utenti sono stati per il 65% pedoni (49.887) e per il 35% ciclisti (27.021).

Quasi 77mila passaggi in un anno: il successo della ciclovia Mappano-Torino

L'assessore Tornabene: «Il primo anno ci consegna un dato chiaro: quando le infrastrutture esistono, vengono riconosciute e utilizzate dalla cittadinanza».

A dodici mesi dall'inaugurazione della nuova ciclovia Mappano-Torino , avvenuta con l'assessore regionale Andrea Tronzano e il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, i dati statistici raccolti dal dispositivo di conteggio automatico posizionato lungo il percorso tracciano un bilancio positivo per la mobilità locale. L'opera si è integrata nella rete viaria tra la periferia e il capoluogo piemontese. Questi i dettagli essenziali del progetto: Infrastruttura: Ciclovia Mappano-Torino. Periodo monitorato: Maggio 2025 – Maggio 2026. Transiti totali rilevati: 76.908 passaggi complessivi. Media giornaliera: Circa 199 utenti al giorno. Utenti principali: 49.887 pedoni (65%) e 27.021 biciclette (35%). Asse viario interessato: Strada Provinciale SP 267. I dati del monitoraggio e l'uso dell'infrastruttura I rilevamenti effettuati tra la primavera del 2025 e lo stesso periodo del 2026 evidenziano che la pista è frequentata sia da ciclisti sia da residenti a piedi. Il percorso registra una presenza costante di utenti, con una variazione legata alle stagioni: i flussi aumentano in primavera e estate, ma continuano anche nei mesi freddi. Suddivisione dei transiti per tipologia e direzione L'analisi dei transiti mostra una prevalenza di pedoni rispetto ai ciclisti. Di seguito vengono riassunti i dati principali del monitoraggio annuale: Pedoni totali: 49.887 passaggi (pari al 65% della quota totale). Biciclette totali: 27.021 passaggi (pari al 35% della quota totale). Direzione Sud (verso Via Palazzetto): 43.875 transiti. Direzione Nord (verso Via Luigi Galvani): 33.033 transiti. Quartieri e vie interne attraversate dal tracciato L'opera è nata per mettere in sicurezza i cittadini che si spostano a ridosso della SP267, una strada nota per la massiccia presenza di autoveicoli e camion. La pista tocca le seguenti vie: Via Torazza Via Tibaldi Via Buonarroti Via Marconi Sicurezza stradale e integrazione con le aree verdi Il tracciato della Ciclopista Mappano-Torino garantisce una netta separazione fisica tra il traffico dei veicoli a motore e le corsie riservate a chi cammina o si sposta in bicicletta. Oltre a salvaguardare l'incolumità dei residenti, l'opera funge da collegamento per il tempo libero e lo sport, connettendosi con il Parco Unione Europea e la Tangenziale Verde, all'interno del circuito noto come "Corona di Delizie". L'intervento fa parte dei piani metropolitani per la mobilità ecologica (PUMS e Biciplan). Le dichiarazioni del Comune di Mappano L'amministrazione comunale esprime soddisfazione per i risultati emersi dal bike counter. L'Assessore ai lavori pubblici e alla viabilità, Massimo Tornabene, ha commentato i dati sottolineando il valore pratico dell'intervento per la comunità. «I numeri del primo anno dimostrano che la ciclopista Mappano–Torino non è un’opera simbolica, ma una infrastruttura realmente utilizzata», dichiara Tornabene. «In un territorio attraversato da traffico automobilistico e pesante, mettere a disposizione dei cittadini un percorso sicuro e continuo significa migliorare la sicurezza, la libertà di movimento e il rapporto tra mobilità sostenibile, aree verdi e qualità urbana». L'esponente della Giunta Grassi ha poi evidenziato la forte componente di cittadini che si muovono a piedi per frequentare i parchi o fare attività motoria. «Il dato dei passaggi pedonali è particolarmente interessante», prosegue Tornabene. «Ci dice che la pista non serve soltanto a chi usa la bicicletta, ma anche a chi cammina, corre o raggiunge il parco. È un cambiamento culturale graduale, ma misurabile». Prospettive future per la rete ciclabile locale Il monitoraggio concluso a maggio 2026 pone le basi per un ulteriore sviluppo della rete di percorsi protetti della zona. L'intenzione dichiarata del Comune è quella di non fermarsi al collegamento attuale, ma di estendere i tracciati verso i comuni limitrofi. «Il primo anno ci consegna un dato chiaro: quando le infrastrutture esistono, vengono riconosciute e utilizzate dalla cittadinanza. L’obiettivo dell’Amministrazione - conclude Tornabene - è proseguire nella progettazione e nella ricerca delle risorse necessarie per estendere il collegamento fino a Leinì, continuando a costruire una rete coerente di mobilità sostenibile avviata oramai nel lontano nel 2017».

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