Case popolari, protesta sotto il Grattacielo Piemonte. Il PD: “Migliaia di alloggi sfitti e degrado, la Regione intervenga”
Economia e Lavoro, Gallerie
13 Giugno 2026
Al centro della mobilitazione, due criticità ormai croniche: il degrado profondo degli immobili e i ritardi inaccettabili nelle assegnazioni

Case popolari, protesta sotto il Grattacielo Piemonte. Il PD: “Migliaia di alloggi sfitti e degrado, la Regione intervenga”

Un vero e proprio paradosso: mentre migliaia di famiglie sono in lista d'attesa per una casa, mille alloggi restano sbarrati a causa dei tempi della macchina amministrativa

Un flash mob davanti alla sede della Giunta regionale per accendere i riflettori sull’emergenza abitativa e lo stato di abbandono dell’edilizia pubblica. Questa mattina, il perimetro del Grattacielo Piemonte è diventato il teatro della protesta indetta da forze politiche e sindacali, supportata dalle immagini e dalla denuncia della consigliera regionale del PD, Monica Canalis, presenti per dare voce a migliaia di inquilini ATC. Al centro della mobilitazione, due criticità ormai croniche: il degrado profondo degli immobili e i ritardi inaccettabili nelle assegnazioni.

I manifestanti hanno denunciato una quotidianità fatta di appartamenti fatiscenti, garage inagibili, infiltrazioni e citofoni guasti. Una situazione di incuria diffusa che spinge i sindacati e le opposizioni a chiedere a gran voce un cambio di passo immediato, con investimenti regionali massicci e strutturali per il recupero degli alloggi e la manutenzione ordinaria e straordinaria.

Il paradosso degli alloggi vuoti e la burocrazia lumaca

Accanto al degrado strutturale, a Torino esplode l’emergenza degli alloggi sfitti. Il Comune si trova a dover gestire una tensione sociale altissima a causa di oltre mille appartamenti che rimangono vuoti. Un patrimonio, gestito da ATC Piemonte Centrale, congelato in attesa di riassegnazione a causa di pesanti stalli burocratici nella gestione delle graduatorie. Un vero e proprio paradosso: mentre migliaia di famiglie sono in lista d’attesa per una casa, mille alloggi restano sbarrati a causa dei tempi della macchina amministrativa.

Occupazioni in calo, ma la tensione resta alta

La protesta di oggi si inserisce in un contesto complesso che vede, sul fronte della sicurezza, un trend in controtendenza. Gli ultimi dati istituzionali evidenziano infatti un calo delle occupazioni abusive a Torino, attualmente attestate a 118 unità, grazie a un’accelerazione degli sgomberi coordinati dalla Prefettura e dalla polizia locale. Come ricordato di recente dall’assessore Porcedda, le tentate occupazioni sono rimaste stabili (passando dalle 32 del 2023 alle 33 del 2025, con ben 103 tentativi sventati nel triennio).

Se da un lato la legalità avanza sul fronte degli sgomberi, dall’altro la piazza di oggi dimostra che la risposta securitaria non basta: senza ristrutturazioni veloci e graduatorie snelle, la crisi delle case popolari a Torino resta una bomba a orologeria.

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