Geostorie metropolitane: rocce, fossili e ghiacciai diventano una leva per il turismo
Ambiente
16 Giugno 2026
Il territorio torinese vanta un patrimonio immenso che spazia dalle vallate alpine alla collina

Geostorie metropolitane: rocce, fossili e ghiacciai diventano una leva per il turismo

L’incontro ha riunito esperti e amministratori per fare il punto sulla geodiversità come risorsa scientifica e turistica

Accanto alla storia scritta nei castelli e nei borghi, esiste un patrimonio ben più antico impresso nelle rocce, nei fossili e nelle forme del paesaggio. È quella che possiamo tranquillamente chiamare la ricchezza dei geositi, monumenti naturali al centro del convegno “Geostorie metropolitane”, svoltosi oggi, martedì 16 giugno, nella sede della Città metropolitana di Torino, in collaborazione con l’Ordine dei Geologi del Piemonte.

L’interessante – e utile – incontro ha riunito per l’occasione esperti e amministratori per fare il punto sulla geodiversità intesa come risorsa scientifica e turistica, forte peraltro del quadro normativo della Legge Regionale 23 del 2023 che infatti ne riconosce l’interesse pubblico.

Il geoturismo come sviluppo locale

Ad aprire i lavori è stato Alessandro Sicchiero, consigliere delegato all’Ambiente della Città metropolitana:

«Il geoturismo è una leva strategica per lo sviluppo locale – ha detto –  È uno strumento incisivo per raccontare, valorizzare e trasmettere alle generazioni future la ricchezza del nostro patrimonio naturale».

Del resto il territorio torinese vanta un patrimonio immenso che spazia dalle vallate alpine alla collina. Durante il convegno sono inoltre stati accesi i riflettori su eccellenze come le celebri Terre ballerine nel Parco dei 5 Laghi di Ivrea, i blockstreams (fiumi di pietre) del Colle del Lys e i Monti Pelati di Baldissero Canavese.

Una mappa dal Canavese alla Collina

La mappatura dei geositi metropolitani tocca l’intero territorio: nel Canavese spiccano ancora l’Anfiteatro morenico di Ivrea e la falesia di Montestrutto; nelle Valli di Lanzo la Foresta fossile dello Stura e la Grotta del Pugnetto. La Valle di Susa risponde invece con le forme glaciali della Bessanese, mentre l’area collinare e il Chierese offrono le Cave di Superga e il Monte Aman.

Questo immenso archivio della Terra è oggi fruibile e consultabile da cittadini e turisti attraverso il portale webgis ufficiale dei geositi gestito da Arpa Piemonte.

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