Un arsenale da guerra in casa, tra targhe false e divise: arrestato un 46enne nel comprensorio di Ivrea
Sequestrati fucili artigianali, migliaia di munizioni, sostanze per creare esplosivi e un sofisticato disturbatore di frequenze radio
Fucili modificati con silenziatori artigianali, ottiche digitali di precisione, migliaia di cartucce, ma anche targhe contraffatte, localizzatori Gps e persino un “jammer”, il sofisticato dispositivo elettronico utilizzato dai professionisti del crimine per schermare e bloccare i segnali radio e telefonici. Un vero e proprio arsenale, pronto all’uso e potenzialmente devastante, quello scoperto dagli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Ivrea e Banchette.
Il blitz è scattato nei giorni scorsi in un piccolo comune alle porte di Ivrea. In manette è finito un italiano di 46 anni, accusato di detenzione illegale di un ingente quantitativo di armi, anche da guerra, munizioni ed esplosivi.
Il blitz nella villetta e il materiale sequestrato
L’operazione è nata da un’attenta attività info-investigativa degli uomini del Commissariato eporediese. Sospetti mirati che hanno portato i poliziotti a bussare alla porta dell’abitazione dell’uomo per una perquisizione domiciliare. Una volta dentro, gli agenti si sono trovati davanti a una vera e propria santabarbara.
Oltre a svariate armi bianche e da lancio, la Polizia ha sequestrato numerosi fucili di vari modelli e calibri (alcuni dei quali modificati artigianalmente e risultati provento di furto), pistole, diottre per il tiro di precisione e mirini digitali. Nel seminterrato era stata allestita una officina con attrezzature da banco, presse e matrici per la ricarica domestica delle munizioni, supportata dal ritrovamento di migliaia di cartucce e una massiccia quantità di polvere da sparo.
L’ombra della grande criminalità: dalle targhe svizzere alle patch della Polizia
A spingere gli investigatori a non escludere alcuna pista sul reale utilizzo di questo materiale sono stati i dettagli “logistici” rinvenuti nella casa. L’uomo custodiva infatti:
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Riproduzioni di targhe automobilistiche italiane e svizzere con i relativi adesivi alfanumerici.
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Grimaldelli elettrici e chiavi di autovetture.
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Un Jammer professionale per l’abbattimento delle frequenze radio e cellulari.
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Falsi segni distintivi delle forze dell’ordine, tra cui una paletta segnaletica e le patch della Polizia Locale di un comune lombardo.
Bombe in casa e rischio per la pubblica incolumità
L’allarme degli inquirenti riguarda anche la sicurezza del vicinato. Molte delle armi e le sostanze chimiche stoccate — tra cui zolfo, zucchero bianco e nitrato di potassio, la base per il confezionamento di materiale esplodente fatto in casa — erano stipate in stanze comuni, senza alcuna misura di sicurezza o armadi blindati. Una polveriera che, in caso di incidente, avrebbe potuto sventrare l’intera palazzina.
L’indagine è ora coordinata dalla Procura della Repubblica di Ivrea, che cercherà di capire a cosa servisse quel materiale e se il quarantaseienne fosse il custode dell’arsenale per conto di una banda più strutturata. Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e, nei confronti dell’indagato, vige la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

