Lavoro, boom di utenti al Centro per l’Impiego di Ciriè: +54% di persone prese in carico
Nel 2025 assistite oltre 3.000 persone nel bacino che serve 39 Comuni da Caselle alle Valli di Lanzo. Quasi il 43% trova un impiego. Il Pd chiede più coordinamento tra servizi sanitari e sociali per aiutare i profili più difficili
Il Centro per l’Impiego (CPI) di Ciriè fulcro delle politiche del lavoro per un vasto territorio che abbraccia ben 39 Comuni e circa 120.000 abitanti. A fotografare una realtà in forte crescita sono i dati emersi durante il sopralluogo effettuato ieri, giovedì 9 luglio, dalla consigliera regionale del Partito Democratico Monica Canalis (accompagnata nella sua visita da Erminia Garofalo e Claudio Malpede di Agenzia Piemonte Lavoro e da Roberto Innarella, direttore del CPI di Ciriè), vice presidente della Commissione Lavoro a Palazzo Lascaris.
Nel corso del 2025, i 21 operatori della struttura di via Ciriè hanno preso in carico ben 2.854 persone tramite il programma PNRR GOL (Garanzia Occupabilità Lavoratori) e altre 214 al di fuori di esso. Un balzo in avanti straordinario se confrontato con i dati del 2024, quando le prese in carico si erano fermate a quota 1.849. Il trend prosegue in netta ascesa anche nel 2026: nel solo primo trimestre dell’anno gli utenti registrati sono già stati 821.
Quasi un utente su due trova lavoro
La “presa in carico” da parte del CPI non è un semplice adempimento burocratico, bensì la sottoscrizione di un Patto di Servizio Personalizzato che impegna l’ente ad accompagnare il disoccupato verso il reinserimento. Un sistema che sta dando i suoi frutti: in Piemonte il 42,3% delle persone inserite nel programma GOL ha trovato un’occupazione staccando un contratto, e il centro ciriacese viaggia perfettamente in linea con questa media.
Ottimi anche i riscontri sul fronte delle imprese: nel 2025 lo sportello locale ha erogato 1.103 servizi a favore di 403 aziende del territorio, incrementando le visite dirette nelle sedi produttive. Parallelamente, i fondi del PNRR hanno permesso di ammodernare i computer della sede e di riqualificare gli impianti di climatizzazione, riscaldamento e sicurezza dei locali.
Canalis (Pd): «Ora potenziare le reti contro la fragilità»
«Questi numeri non testimoniano tanto un’impennata della disoccupazione, quanto una maggiore capacità del CPI di intercettare l’utenza – commenta la consigliera regionale Monica Canalis – Adesso, però, l’aspetto cruciale da potenziare è quello delle reti territoriali».
Secondo l’esponente dem, la sinergia tra Comuni, consorzio socio-assistenziale Cis, Asl To4, scuole e Terzo Settore è l’unica via per dare risposte a quel 57% di utenti considerati “più fragili” e difficilmente ricollocabili, come anziani, disabili o cittadini stranieri.
Un modello virtuoso in tal senso è già attivo: la collaborazione tra il CPI e il consorzio assistenziale nel campo delle assistenti familiari ha permesso di ricollocare 10 “badanti” in un anno, a costo zero per le famiglie ciriacesi. «Un’esperienza eccellente – conclude Canalis – di cui terrò conto per limare la mia proposta di legge regionale sulle assistenti familiari che sto per depositare in Consiglio».

