Rara e gravissima emorragia interna: come la chirurgia d’urgenza ha salvato un 77enne
Cronaca, Sanità
4 Settembre 2026
Straordinario intervento d'emergenza nel presidio ospedaliero dell'AslTo3

Rara e gravissima emorragia interna: come la chirurgia d’urgenza ha salvato un 77enne

Il paziente è giunto in pronto soccorso per ripetute sincopi: la rottura di un aneurisma dell'arteria splenica è stata bloccata tempestivamente dai chirurghi guidati dal primario Massimiliano Caccetta. L'uomo è già stato dimesso

SUSA (TORINO) – Una corsa contro il tempo finita nel migliore dei modi grazie alla prontezza diagnostica e alla sinergia di un’intera équipe medica. L’Ospedale di Susa si conferma un presidio cruciale per la rete sanitaria della Valle e dell’AslTo3, dimostrando come la chirurgia d’urgenza sia in grado di affrontare e risolvere casi clinici ad altissima complessità e potenzialmente letali.

L’ultimo episodio ha visto protagonista un paziente di 77 anni, giunto al Pronto Soccorso valsusino a seguito di ripetuti ed improvvisi episodi di sincope.

La diagnosi lampo e l’intervento salvavita in sala operatoria

I tempestivi accertamenti diagnostici, condotti mediante TAC, hanno rivelato un quadro clinico drammatico: una grave e massiva emorragia interna provocata dalla rottura di un aneurisma dell’arteria splenica, una patologia rara ma con tassi di mortalità elevatissimi se non trattata nell’arco di pochissimi minuti.

Attivato immediatamente il protocollo d’emergenza, il 77enne è stato trasferito d’urgenza in sala operatoria in condizioni di marcata instabilità emodinamica e ad un passo dal collasso cardiocircolatorio. L’équipe chirurgica ha eseguito una splenectomia d’urgenza, riuscendo a tamponare l’emorragia e a stabilizzare i parametri vitali dell’uomo.

Un lavoro di squadra tra chirurghi, anestesisti e rianimatori

A condurre l’operazione è stata l’équipe chirurgica guidata dal direttore Massimiliano Caccetta, affiancato dai medici Simone Birolo, Christian Mosca ed Emanuele Sibilla. Fondamentale è stato il supporto della struttura di Anestesia e Rianimazione diretta da Luca Sivera e del personale infermieristico coordinato da Angelo Cincotta.

Dopo l’intervento, il paziente è stato assistito per alcuni giorni nel reparto di Terapia Intensiva. Il rapido miglioramento delle sue condizioni ha poi consentito il passaggio in degenza ordinaria fino alle dimissioni definitive, avvenute senza alcuna complicanza ad una sola settimana dal ricovero.

«In emergenza il singolo non esiste: chirurghi, anestesisti, rianimatori e infermieri devono agire come un unico organismo – ha sottolineato il dottor Massimiliano Caccetta –. Questo salvataggio dimostra che anche un presidio di dimensioni contenute come Susa possiede competenze di altissimo livello».

Il ruolo dell’Ospedale di Susa nella rete AslTo3

La gestione vincente del caso riaccende i riflettori sul valore strategico dell’Ospedale di Susa all’interno della rete ospedaliera aziendale integrata con Rivoli e Pinerolo.

A ribadirlo è anche il Direttore Generale dell’AslTo3, Giovanni La Valle:

«La nostra programmazione non considera gli ospedali come isole staccate dal resto, ma come nodi di una rete integrata. Su Susa stiamo continuando ad investire in professionalità e servizi: l’obiettivo non è replicare ogni singola attività ovunque, ma garantire presidi solidi, appropriati ed efficienti per i bisogni concreti della Valle di Susa».

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