Pascoli d’alta quota e fondi europei: scattano i tagli e le sanzioni per oltre 100 mila euro in Alta Valle Susa
L'ispezione dei Carabinieri Forestali ha portato alla luce discrepanze fino al 100% tra i terreni dichiarati per i contributi UE e quelli realmente pascolabili. Tagliati i premi e staccate sanzioni pluriennali, ma molte aziende risultano in regola
TORINO / ALTA VALLE SUSA – La tutela dell’ambiente montano passa inevitabilmente anche attraverso la trasparenza nella gestione dei denari pubblici destinati al settore agro-pastorale. In Alta Valle Susa si sta avviando alla conclusione una vasta e capillare attività di verifica amministrativa condotta dal Nucleo Carabinieri Forestale di Oulx, che ha portato alla luce significative irregolarità nelle richieste di contributo europee ed erogate per il sostentamento del territorio.
L’operazione, coordinata dal Gruppo Carabinieri Forestale di Torino, è stata condotta in stretta sinergia con l’ARPEA (Agenzia Regionale Piemontese per le Erogazioni in Agricoltura), con la Regione Piemonte e con la collaborazione del CFAVS (Consorzio Forestale Alta Valle di Susa), l’ente che cura la gestione amministrativa dei terreni comunali.
Terreni sovradimensionati e tagli ai premi: i numeri dei controlli
Le verifiche, scaturite dai sopralluoghi sul campo condotti nel corso del 2025, hanno riguardato in primis le Domande Uniche di Pagamento. Dai riscontri incrociati tra i rilievi dei militari e la documentazione presentata sono emersi scostamenti rilevanti — giunti in taluni casi fino al 100% — tra le superfici effettivamente idonee al pascolo e quelle dichiarate sulla carta per incassare l’assegno europeo.
Questa prima tranche di accertamenti ha portato al ricalcolo a ribasso dei contributi e all’applicazione di sanzioni per un valore totale di 69.840,86 euro.
Analogo scenario è affiorato anche per le erogazioni in conto Sviluppo Rurale. Le anomalie riscontrate durante lo svolgimento delle attività premiate hanno fatto scattare:
- Il recupero diretto di premi indebitamente percepiti per 28.990,22 euro;
- L’applicazione di sanzioni pluriennali per ulteriori 5.629,18 euro, che verranno detratte d’ufficio sui pagamenti spettanti alle aziende debitrici nei prossimi tre anni, così come previsto dalla normativa comunitaria.
Nel complesso, tra tagli, recuperi e sanzioni, il consuntivo economico dell’ispezione supera quota 104 mila euro.
“Sanzioni mirate, ma molte stalle lavorano nella legalità”
Dall’Arma ci tengono tuttavia a precisare che il quadro emerso non è omogeneo. Se da un lato il rigore dei controlli ha permesso di frenare comportamenti scorretti e tentativi di speculazione sui contributi, dall’altro le verifiche hanno confermato la piena correttezza di numerose aziende agricole del comprensorio, risultate in regola con tutti i requisiti e i parametri richiesti.
L’attività d’indagine dei Carabinieri Forestali si conferma così un presidio fondamentale: da un lato per prevenire frodi ai danni delle casse pubbliche, dall’altro per garantire che le risorse destinate alla montagna vadano a chi custodisce realmente e con fatica il delicato ecosistema dei pascoli d’alta quota.

