Lotta allo spreco alimentare in Piemonte: oltre 5mila tonnellate salvate
Italia più virtuosa del resto d'Europa con una produzione pro capite di 98 kg contro 130
Mentre tra i fornelli domestici si consuma spesso il rito distratto di buttare l’insalata ingiallita o il pane indurito, c’è chi della pagnotta salvata ha fatto una missione quotidiana. In fondo basta poco per capirlo: il cibo non è un rifiuto a orologeria, e gettarlo via fa male al portafoglio, all’ambiente e soprattutto al pudore civico. Alla vigilia della 7ª Giornata Internazionale della consapevolezza delle perdite e degli sprechi alimentari del 29 settembre, i dati tracciano una rotta precisa: trasformare l’abbondanza scartata in risorsa viva.
L’impegno del Banco Alimentare del Piemonte sul territorio
I numeri raccontano una generosità capillare ed efficiente. Attraverso la lotta allo spreco alimentare, la Fondazione Banco Alimentare del Piemonte ha recuperato nell’ultimo anno ben 5.339 tonnellate di alimenti destinate al macero, pari a oltre il 55% delle 9.664 tonnellate complessivamente distribuite. Cibo buono, integro e perfettamente commestibile, sottratto a un destino a fondo perduto.
Come ricorda il presidente Francesco Rondinelli, l’impegno è continuo: salvare il cibo significa sostenere chi fatica ad arrivare a fine mese, offrendo un aiuto concreto che unisce tessuto sociale, ambiente ed economia locale.
La rete solidale: a chi finiscono i pasti recuperati
Le derrate salvate prendono la strada della solidarietà grazie a una filiera virtuosa:
- 560 Organizzazioni Partner Territoriali mobilitate ogni giorno tra parrocchie, mense e associazioni;
- Oltre 111.000 persone in difficoltà assistite stabilmente in tutta la regione;
- Un sostegno mirato a famiglie con minori e ai cosiddetti working poor, lavoratori con redditi insufficienti a garantire un pasto dignitoso quotidiano.
Beneficio ambientale: meno rifiuti e taglio della Co2
Evitare che il cibo finisca in discarica non riempie soltanto i piatti vuoti, ma alleggerisce anche il pianeta:
- 5.339 tonnellate di rifiuti risparmiate sul territorio piemontese;
- 7.444 tonnellate di Co2 evitate al netto dell’impatto logistico e di gestione;
- Riduzione dell’impronta idrica ed energetica necessaria per produrre nuovi beni sostitutivi.
I numeri del paradosso: la spesa gettata tra mura domestiche
Il quadro generale resta impietoso e dimostra che la lotta allo spreco alimentare parte anzitutto dalle nostre cucine. Ogni cittadino italiano getta nella spazzatura circa 98 kg di cibo all’anno (la media europea tocca i 130 kg), bruciando una ricchezza stimata in 132 miliardi di euro mentre 42 milioni di persone in Europa faticano a consumare un pasto completo a giorni alterni.
Dove si annida lo spreco
- 53% nei frigoriferi e nelle case private dei cittadini;
- 47% lungo la filiera produttiva, tra raccolti nei campi, grande distribuzione e ristorazione.
Imparare a fare la spesa con la testa prima che con gli occhi non è solo buon senso: è il primo vero passo per non buttare via il futuro.

