Anziani e RSA, l’allarme in Piemonte: oltre 16mila malati senza quota sanitaria. “Famiglie al tracollo economico”
WELFARE E SANITÀ – Audizione shock in Consiglio regionale della Fondazione Promozione Sociale: 16mila persone in lista d'attesa per la struttura e 14mila per l'assistenza a casa. Chiesti 50 milioni all'anno alla Regione e la piena attuazione della legge sui caregiver
TORINO – Un dramma sociale silenzioso che attraversa migliaia di famiglie piemontesi, costrette a sostituirsi al servizio sanitario e a prosciugare i propri risparmi per garantire l’assistenza ai congiunti più fragili. È il quadro drammatico emerso questa mattina durante l’audizione in Consiglio regionale condotta dal presidente Davide Nicco e da numerosi consiglieri, che hanno ascoltato la testimonianza di Maria Grazia Breda, presidente della Fondazione Promozione Sociale e portavoce del Comitato per la Promozione dei diritti delle persone non autosufficienti.
Numeri da emergenza: 30mila famiglie lasciate al proprio destino
I dati portati all’attenzione di Palazzo Lascaris fotografano una crisi in costante aumento. In Piemonte sono oltre 16mila i malati cronici non autosufficienti privi della quota sanitaria per l’ingresso nelle RSA, a cui si aggiungono più di 14mila persone in attesa di interventi di assistenza domiciliare.
«Le cure in RSA e a domicilio, in base alla legge nazionale, devono essere garantite dal Servizio sanitario», ha denunciato Maria Grazia Breda. «La disponibilità dei familiari può integrarle ma non dovrebbe sostituirle come spesso accade oggi, con un conseguente consumo di redditi e risparmi che sta mettendo in crisi anche il ceto medio».
Le richieste: 50 milioni all’anno e la riforma delle liste UVG
Per fare fronte a questa emergenza, le associazioni hanno chiesto all’aula di esercitare una forte azione di moral suasion nei confronti della Giunta e in particolare dell’Assessorato alla Sanità. La proposta centrale prevede un incremento graduale delle risorse regionali fino a raggiungere 50 milioni di euro all’anno dedicati alla copertura delle quote sanitarie.
Tra le altre misure urgenti presentate figurano:
- Riforma della valutazione UVG: revisione del sistema delle Unità di Valutazione Geriatrica affinché l’accesso alle prestazioni sia basato esclusivamente sul reale bisogno di cura, eliminando discriminazioni legate all’età, alla patologia o alle condizioni economiche.
- Trasparenza sui dati: pubblicazione periodica dei dati di monitoraggio relativi alle richieste di ricovero, alle cure domiciliari e al numero di quote sanitarie effettivamente attivate.
- Attuazione della Legge 10/2010: sblocco definitivo degli atti attuativi della legge regionale sulle cure domiciliari, norma che riconoscerebbe un contributo economico sanitario per l’assunzione di assistenti familiari e un sostegno concreto ai caregiver che assistono i propri cari.
Impegno di Palazzo Lascaris
Al termine della seduta, che ha visto anche l’intervento di Rosanna Carlevaris (Fap-Acli), il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco si è impegnato a farsi portavoce delle istanze presentate presso gli assessori competenti, sollecitando i consiglieri a promuovere tutte le iniziative legislative e d’aula ritenute opportune per dare risposta a migliaia di anziani e alle loro famiglie.

