L’agricoltura torinese scende in piazza: la protesta di Coldiretti sotto la Regione e le 10 richieste contro il collasso
Centinaia di produttori da tutta la provincia hanno presidiato il Consiglio regionale. Il presidente Mecca Cici: «I costi di produzione sono insostenibili e la GDO impone prezzi troppo bassi». Arrivano i primi 13 milioni dalla Regione per il caro gasolio.
TORINO – Centinaia di agricoltori giunti da ogni angolo della provincia di Torino hanno occupato pacificamente lo spazio antistante il Consiglio regionale del Piemonte. Un presidio imponente, promosso da Coldiretti Torino, per gridare l’allarme sull’insostenibilità economica che sta travolgendo le aziende agricole locali e chiedere interventi immediati e coraggiosi alle istituzioni.
Mecca Cici: «Spendiamo al limite del collasso senza guadagnare»
A tracciare i contorni di una crisi che rischia di azzerare decine di realtà produttive è il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici: «Per le nostre aziende la situazione è diventata insostenibile. Il prezzo del gasolio agricolo, dei fertilizzanti e dell’energia mettono a rischio la sopravvivenza stessa del settore. A questo rialzo spaventoso dei costi si aggiungono i prezzi troppo bassi imposti all’agricoltura dall’industria alimentare e dalla Grande Distribuzione Organizzata. Produciamo il cibo spendendo al limite del collasso e non guadagniamo nulla. Non si può andare avanti così».
Oltre all’impatto dei mercati, il comparto deve fare i conti con i cambiamenti climatici: la siccità dell’estate 2026 (la più calda degli ultimi 70 anni), le nuove patologie vegetali, la fauna selvatica fuori controllo e lo spopolamento delle campagne. «Serve una svolta locale e un Pnrr straordinario per l’agricoltura», rimarca la dirigenza.
I 10 punti prioritari presentati alla politica
La mobilitazione non si è limitata alla protesta, ma ha portato sui banchi del Consiglio regionale una piattaforma in 10 punti per salvaguardare il settore primario:
- Contenimento costi: interventi diretti urgenti sul caro gasolio, estensione dei contributi per i fertilizzanti e sostegno alla liquidità aziendale.
- Tutela lungo le filiere: azioni di contrasto allo strapotere della GDO per un’equa distribuzione del valore, con la richiesta di un tavolo di confronto regionale.
- Emergenza clima e acqua: avvio della procedura col Ministero per il riconoscimento dello stato di calamità naturale per l’estate 2026 e piano invasi multifunzionale.
- Cibo sano e mense: promozione della cultura alimentare a Km Zero e bando ai cibi ultra-processati nei capitolati delle mense pubbliche.
- Qualità dell’aria e stalle: maggiore flessibilità nell’attuazione del Piano Stralcio Agricoltura, sospendendo temporaneamente le sanzioni alle aziende zootecniche.
- Gestione del rischio: risorse aggiuntive per incentivare le polizze assicurative agevolate contro gli eventi atmosferici estremi.
- Stop al consumo di suolo: azzeramento del consumo di suolo agricolo e contrasto alle speculazioni sui campi.
- Contenimento fauna selvatica: rafforzamento dei piani di abbattimento dei cinghiali, risarcimento integrale dei danni periziati e riforma del sistema venatorio.
- Lavoro stagionale: incentivi per le imprese che investono in strutture idonee all’accoglienza della manodopera.
- Tutela della montagna: revisione delle fasce altimetriche e dei periodi di pascolamento per sostenere il presidio delle terre alte.
La risposta della Regione: primi 13 milioni sul tavolo
Al termine del presidio, il confronto con i vertici di Palazzo Lascaris ha prodotto i primi risultati concreti. Il Consiglio regionale ha annunciato uno stanziamento iniziale di 13 milioni di euro destinati a calmierare i rincari del gasolio agricolo.
Garantita inoltre l’apertura a breve del Tavolo verde, del tavolo di confronto con la GDO per l’ortofrutta, l’impegno a rivedere le tempistiche per il Piano Aria nelle stalle e il sostegno specifico al comparto corilicolo (nocciole).
I numeri dell’emergenza: gasolio e fertilizzanti a livelli record
A confermare la gravità dello scenario sono i dati del Centro Studi Divulga citati da Coldiretti: con l’escalation delle tensioni internazionali in Medio Oriente, il prezzo del gasolio agricolo è quasi raddoppiato, toccando a settembre 2026 la quotazione media più alta di sempre (superando persino il picco del giugno 2022). Soltanto per arare un terreno medio di 11 ettari, un agricoltore torinese spende oggi circa 600 euro in più rispetto all’inizio dell’anno, mentre i fertilizzanti hanno abbondantemente varcato la soglia degli 800 euro a tonnellata.

