Finto carabiniere e videochiamata con “drone”: la Polizia sventa la truffa a una 93enne e arresta un ventenne
Trasfertista della truffa bloccato dalla Squadra Mobile nel condominio della vittima. Aveva convinto l'anziana a radunare tutti i preziosi di casa con il pretesto di un'indagine per rapina
TORINO – Un’articolata truffa ai danni di una persona fragile, sventata sul filo di lana grazie all’intervento tempestivo degli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Torino. Un giovane di 20 anni, arrivato appositamente da Napoli, è stato arrestato in flagranza di reato con l’accusa di tentata truffa aggravata ai danni di una donna di 93 anni.
L’arrivo da Napoli e il pedinamento della Squadra Mobile
L’operazione rientra nel quadro delle mirate attività info-investigative coordinate dalla Polizia per contrastare i reati predatori contro le fasce deboli. Gli agenti della Squadra Mobile avevano seguito a vista gli spostamenti del ventenne sin dal suo arrivo alla stazione ferroviaria di Torino Porta Nuova. Qui il giovane aveva acquistato uno zaino prima di saltare a bordo di un taxi diretto in corso Lombardia.
Giunto nei pressi del condominio, il ragazzo si era introdotto nello stabile approfittando dell’ingresso di un residente, iniziando a salire verso l’appartamento dell’anziana vittima.
L’inganno: la rapina in gioielleria e la minaccia del “drone”
Poco prima dell’arrivo del truffatore, la novantatreenne aveva ricevuto una telefonata da un complice che si era qualificato come Maresciallo dell’Arma dei Carabinieri. Con toni allarmanti, il finto militare le aveva riferito che la sua identità era stata clonata e utilizzata da ignoti per intestarsi un’auto impiegata in una rapina a una gioielleria.
Per tenere la donna completamente isolata e impedirle di contattare i parenti o il 112, i malviventi l’avevano tenuta costantemente impegnata in una videochiamata. Con il pretesto di un controllo, le avevano intimato di radunare tutti i beni di valore presenti in casa — denaro, oggetti preziosi e pezzi di antiquariato —, convincendola persino che fosse in arrivo un drone di controllo per verificare che avesse raccolto tutto.
Il blitz della Polizia e il sequestro dello smartphone
L’intervento degli agenti della Squadra Mobile ha evitato il peggio: il ventenne è stato bloccato all’interno del condominio proprio mentre stava per suonare alla porta della vittima, la quale aveva già ubbidito alle direttive radunando i gioielli.
Sottoposto a perquisizione, il giovane è stato trovato in possesso del telefono cellulare utilizzato per mantenere i contatti costanti con i complici durante la fase di avvicinamento all’obiettivo. Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari, vigendo pertanto la presunzione di non colpevolezza per l’indagato sino a sentenza definitiva.

