I sindaci cercano partner privati
Politica
10 Gennaio 2012

I sindaci cercano partner privati

Giuseppe Giacomelli, sindaco di Groscavallo, si rigira tra le mani il nuovo progetto della centrale idroelettrica di località Bonzo. Dopo sette anni di studi di impatto ambientale e di modifiche tecniche, è pronta la gara d’appalto. Con una novità. «Che il 49% dei ricavi della vendita dell’energia elettrica sarà diviso tra i valligiani che investiranno nell’opera – spiega Giacomelli – il 25% finirà nelle casse del Comune e solo il resto lo guadagnerà chi ha realizzato e gestirà l’impianto». Dopo anni di assoluto monopolio dell’Enel, che, a parte qualche posto di lavoro, garantiva al territorio ricadute considerate quantomeno scarse, del 3 o 4%, la musica è cambiata. Le Amministrazioni pubbliche cercano partnership con gruppi privati che, dopo aver ottenuto le concessioni, investono e offrono agli enti locali percentuali di ricaduta molto più robuste, anche fino al 15%.
«Infatti da noi vincerà la gara di appalto chi presenterà il progetto migliore e, ovviamente, chi garantirà più introiti alle casse comunali, altrimenti qui non si va avanti, ormai non ci sono più soldi» non nasconde Mauro Marucco, il sindaco di Balme, dove è prevista la realizzazione di una centrale in grado di produrre da 8 a 12 milioni di kilowatt l’anno, con un investimento da oltre 4 milioni di euro. Ci sono dieci soggetti pronti a partecipare: «E tutti hanno capito che non siamo più disposti a farci sfruttare».
La musica è la stessa in Val di Viù dove, nelle vicinanze della frazione Pianetto di Usseglio, è previsto un investimento da oltre 5 milioni di euro per tirare su una centrale che dovrebbe assicurare un ricavo di un milione e 200mila euro all’anno. «Le ditte che concorrono alla realizzazione di queste centrali operano con pesi e misure differenti – si lamenta Aldo Fantozzi, primo cittadino di Usseglio – di qui il grosso divario nel valore che ognuna di esse dà alle opere di compensazione che dovrebbero ricadere sul Comune». Usseglio, 230 abitanti durante l’anno che lievitano a oltre mille in estate, è abituato a convivere, da sempre, con tre dighe sulla testa, realizzate e gestite proprio dall’Enel. «Che qui ha portato posti di lavoro e sviluppo, questo bisogna riconoscerlo – ammette Fantozzi – ma, se tengo conto degli introiti che l’Enel ha ricavato dall’energia prodotta in tutti questi anni, direi che la ricaduta sul nostro piccolo paese avrebbe potuto essere molto, molto più consistente». Un vecchio discorso. Che spinge gli amministratori locali a cercare nuovi partner.

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