Inaugurazione con polemica – Il taglio del nastro potrebbe essere per inizio marzo
Cronaca bianca
27 Gennaio 2012

Inaugurazione con polemica – Il taglio del nastro potrebbe essere per inizio marzo

«Una struttura pensata male e anche brutta esteticamente. Sembra che sia stata scaricata da un disco volante e appoggiata in quella piazza».
Non ha mai fatto mistero, Diego Amodio, consigliere di minoranza del Comune di Lanzo, della sua opinione sul “Palafilippin”.
Fin da quando, in Consiglio comunale, ne parlava come di una struttura «troppo costosa e per nulla indispensabile per le attività lanzesi. E costerà tanto anche come manutenzione, un costo che il nostro Comune non si può sobbarcare», proseguiva il consigliere Amodio.
Ora che si avvicina il momento dell’inaugurazione, che probabilmente verrà fatta ad inizio marzo, l’esponente dell’opposizione fa anche una valutazione di tipo pratico sull’utilità che potrà avere la struttura.
Nel frattempo anche la maggioranza ha fatto dei sopralluoghi. «Abbiamo chiesto delle variazioni, che secondo noi sono necessarie» – ha infatti spiegato Fabrizio Casassa, assessore alla Cultura e Istruzione. «Avremo a disposizione nuovi locali: sopra, più grandi, circa 300 posti; sotto, ci sarà un teatro più piccolo, con un centinaio di posti. La struttura è quasi finita – prosegue l’assessore lanzese – abbiamo richiesto delle modifiche, poiché ci sono delle cose che non ci piacciono. Speriamo, a questo punto, che sia tutto pronto per l’8 marzo».
L’idea dell’Amministrazione comunale è infatti quella di inaugurare il polifunzionale di piazza Rolle con una mostra fotografica sulle donne, proprio in occasione della giornata dell’8 marzo.
«Facciamo appello a tutte le donne lanzesi che abbiano delle foto particolari che le ritraggono, di portarle all’Atl, dove si provvederà alla scannerizzazione. Finalmente – guarda avanti l’assessore Casassa – avremo una struttura da poter utilizzare per le grosse manifestazioni, anche se, come ho già sottolineato, vanno fatte le opportune modifiche». A questo proposito, è Diego Amodio che fa rilevare alcune criticità.
«Anche io sono stato dentro quella struttura – spiega- oltre ad essere un mausoleo e una pesante eredità della precedente Amministrazione, ha diverse cose che non vanno assolutamente bene. Come ad esempio il teatrino. Ammesso che, se opportunamente modificato potrebbe essere l’unica parte veramente sfruttabile, così com’è ora non va bene. C’è un problema enorme di luce. Come si può pensare che in una struttura tutta vetri come quella sia possibile realizzare spettacoli di teatro?
Se la sera, in qualche modo la luce può essere più gestibile, di giorno è difficilissimo fermarla.
Ma ci sono anche altre problematiche dovute al fatto che chi ha progettato quel teatro probabilmente non ha alcuna idea di come funzioni uno spettacolo teatrale. Il palco, ovviamente dovrebbe avere accesso ai camerini, invece lì non c’è passaggio.
Inoltre la postazione “luci e regia”, fondamentale dove si vogliano mettere in scena degli spettacoli, non è prevista.
Per oscurare l’ambiente, probabilmente di vedrà di ricorrere a dei panni neri, ma forse il problema verrà risolto soltanto in parte». Altra perplessità Amodio ce l’ha sulla gestione del “Palafilippin”. «Occorre vedere bene se darlo in gestione a soggetti esterni oppure no – ha concluso l’esponente di opposizione. Il comune secondo me potrebbe anche decidere di gestirlo in modo autonomo valutando molto bene i costi».

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