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5 Marzo 2026
L'ex galoppatoio Lamarmora diventerà un punto di riferimento internazionale per la diagnostica e la conservazione dei beni culturali

Un nuovo polo per la ricerca nel complesso Unesco della Reggia

Con un investimento complessivo di 3,5 milioni di euro, il progetto trasformerà seicento metri quadrati distribuiti su due piani

La ricerca scientifica incontra la storia: a Venaria Reale prende forma il nuovo polo scientifico del Centro di Conservazione e Restauro, destinato a diventare un punto di riferimento internazionale per la diagnostica e la conservazione dei beni culturali. I lavori sono iniziati all’interno dell’ex Galoppatoio Lamarmora, edificio storico della Regione inserito nel complesso Unesco della Reggia.

Con un investimento complessivo di 3,5 milioni di euro, il progetto trasformerà seicento metri quadrati distribuiti su due piani. Al piano terra nasceranno otto laboratori scientifici all’avanguardia e un’area espositiva aperta al pubblico, mentre il piano superiore accoglierà uffici, biblioteca, sale riunioni e spazi dedicati al networking. La prima fase, con il completamento del piano terra, è prevista per otto-bre 2026. «Il progetto rafforza il ruolo del Centro di Conservazione e Restauro come polo di eccellenza internazionale – sottolinea il presidente Alfonso Frugis – e conferma l’Italia come leader nella ricerca applicata ai beni culturali. È una strategia di lungo periodo, che produrrà benefici culturali, economici e sociali sul territorio». Il polo sarà dotato di laboratori per analisi puntuali, imaging di superficie e strumenti mobili per interventi in situ, essenziali per lo studio di opere che non possono essere spostate. Federica Pozzi, direttrice dei Laboratori Scientifici, definisce la nuova struttura “un luogo dove scienza e patrimonio dialogano in modo continuativo, fondato su collaborazione, ricerca e sostenibilità». Il sostegno arriva dalla Regione, dal ministero della Cultura, dalla Città Metropolitana di Torino e dal Comune di Venaria Reale, con campagne di crowdfunding come quella promossa da Intesa Sanpaolo per

l’acquisto di strumentazioni e la formazione di giovani ricercatori. «Investire nella cultura significa trasformare il patrimonio in motore di sviluppo e innovazione – afferma il presidente della Regione, Alberto Cirio – Qui le tecnologie dialogano con l’arte, creando opportunità di lavoro qualificato e rafforzando l’identità del territorio. Consolidiamo così la leadership italiana nel mondo, offrendo un modello di sviluppo capace di attrarre talenti e di rafforzare l’identità regionale. Scegliamo di investire nel sapere per garantire un progresso solido, consegnando alle prossime generazioni un’eredità viva e fonte di continua ispirazione».

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