Dai “droni di Lombardore” al futuro del territorio tra industria e sicurezza
Economia e Lavoro
20 Aprile 2026
Oggi, la visita della Commissione Difesa alla ARIS SpA

Dai “droni di Lombardore” al futuro del territorio tra industria e sicurezza

La proposta di istituire un presidio stabile nell'area dell'ex Poligono militare

Non è solo una questione di “meccanica d’eccellenza” civile. Come documentato dalla nostra inchiesta sul rapporto di Weapon Watch, il comparto militare è una realtà già profondamente integrata nei capannoni del nostro territorio. Oggi, la visita della Commissione Difesa alla ARIS SpA di Lombardore, leader nel campo droni, e l’ipotesi di un nuovo presidio stabile nel poligono locale aggiungono un tassello politico a un mosaico industriale già consolidato.

ARIS e Nimbus: il “salto” verso i droni

Fondata nel 1946, la ARIS (Applicazioni Rielaborazioni Impianti Speciali) è da decenni un pilastro della logistica militare a Lombardore. Se storicamente l’azienda si è distinta per veicoli anfibi e speciali in sinergia con Leonardo, è con il marchio Nimbus che è avvenuto il salto tecnologico verso il futuro:

  • Sistemi UAV: Soluzioni d’avanguardia nell’ambito dei droni (Unmanned Aerial Vehicles).

  • Destinazione: Tecnologie non più solo per il monitoraggio civile, ma destinate ai moderni teatri operativi globali.

  • Occupazione: Una realtà che impiega circa settanta dipendenti altamente qualificati.

La proposta politica: un presidio stabile nel poligono

In questo contesto si inserisce la missione della Commissione Difesa guidata dall’On. Monica Ciaburro. La proposta di istituire un presidio stabile nell’area del Poligono di Lombardore punta a trasformare un’area demaniale “sensibile” in un punto di riferimento per sicurezza e controllo.

Secondo Roberto Ravello (FdI), la sfida è valorizzare l’area in equilibrio con il Parco della Vauda, trasformando il presidio in uno strumento di prevenzione (anche per gli incendi) e di sviluppo infrastrutturale.

Il dilemma del territorio

L’inchiesta aveva già sollevato il “nodo gordiano” del territorio : il confine labile tra economia civile e di guerra che caratterizza il distretto aerospaziale tra Caselle e le Valli di Lanzo. Mentre la politica accelera verso una “valorizzazione sostenibile” in ambito Difesa, resta vivo il dibattito sulla destinazione di tali prodotti e sulla convivenza tra industria bellica hi-tech e tutela ambientale.

 

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