Casa Chantal Mathi, Fariello incalza il Comune: «Serve un atto inibitorio subito»
Casa Chantal Mathi torna prepotentemente al centro dello scontro politico locale. Durante l’ultima riunione del consiglio comunale di mercoledì 22 aprile, il capogruppo di “Nuove Idee in Comune” ed ex sindaco, Maurizio Fariello, ha incalzato l’Amministrazione chiedendo ufficialmente l’emanazione di un atto inibitorio per bloccare l’attuale destinazione della struttura.
La polemica sulla destinazione d’uso di Casa Chantal Mathi
Secondo Fariello, la trasformazione dell’edificio in un centro di accoglienza per richiedenti asilo violerebbe le norme urbanistiche. «La struttura è sempre stata un presidio fondamentale, destinato dal Piano Regolatore esclusivamente ad accogliere anziani autosufficienti e non – ha spiegato il capogruppo – e l’attuale utilizzo appare in palese contrasto con le convenzioni vigenti». La minoranza sostiene che, sulla base dei pareri legali e delle indicazioni della Prefettura, un atto inibitorio del Comune avrebbe ottime probabilità di riportare la struttura alla sua funzione originaria di RSA.
La battaglia per Casa Chantal Mathi non si ferma però tra le mura del municipio. Se la Giunta Rocchietti non dovesse approvare il provvedimento richiesto, l’opposizione è pronta a lanciare una massiccia raccolta firme tra i cittadini. Non sarebbe una novità: già a gennaio 2025 un comitato aveva raccolto 2.500 adesioni per mantenere la casa di riposo in via Martiri della Libertà, ma da dicembre 2025 la proprietà (cooperativa Sanitalia) ha proceduto con l’accoglienza dei migranti.
Raccolta firme e ricorso al TAR: il futuro della struttura
«Vogliamo dare voce ai mathiesi per capire se sostengono la linea della Giunta o se chiedono un cambio di rotta – conclude Fariello – auspichiamo che davanti a un numero significativo di firme l’Amministrazione decida finalmente di ascoltare la volontà popolare». Fino ad oggi, la Giunta guidata dal sindaco Rocchietti ha preferito una via diversa, puntando tutto sul ricorso presentato al TAR di Torino. Saranno i giudici amministrativi a dover stabilire, una volta per tutte, quale debba essere la destinazione d’uso definitiva della ormai ex casa di riposo, mettendo fine a una disputa che divide il paese da oltre un anno.


